Enti di ricerca, gestori delle reti, consorzi di bonifica, ma anche agricoltori, tecnici, pianificatori ed enti territoriali. Ha riscosso adesioni trasversali a tutti i principali settori del sistema idrico italiano il nuovo Patto per l’acqua promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.Si tratta di un documento, contenente principi e proposte finalizzati a risparmio, recupero e riuso dell’acqua, che rientra nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #salvalacqua.

Dare valore all’acqua

L’iniziativa punta a dare sostanza, forza e futuro” al tema della valorizzazione dell’acqua. Una questione ampia e per questo “sfuggente, troppo spesso sottovalutato o affrontato solo in termini tecnici dagli operatori e di principio dalla politica”. Il tutto nell’ottica di preservare questa risorsa sempre più a rischio a causa di eventi meteorologici estremi legate ai cambiamenti climatici globali, ma anche a un modello di gestione basato sullo sfruttamento intensivo. In questo contesto risulta fondamentale promuovere un modello di gestione efficiente, basato sull’innovazione e centrato sull’economia circolare e sul rispetto di rigorosi standard di qualità della risorsa idrica.

Una Strategia nazionale per l’acqua

L’impegno per tutelare l’acqua richiede un approccio trasversale e generalizzato. In quest’ottica il FAI ha radunato intorno a un tavolo i principali portatori di interesse nel settore: AIAPP – Ass. Italiana di Architettura del Paesaggio, ANBI – Ass. Naz. Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari, Associazione Comuni Virtuosi, ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, CNR – IRSA Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Coldiretti; INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, Nomisma, Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano e Utilitalia. Tutte queste realtà hanno scritto e sottoscritto il Patto per l’Acqua che chiede al Governo e al Parlamento una Strategia Nazionale per l’Acqua, basata sull’uso efficiente della risorsa. “Su grandi temi come questo – spiega in una nota Andrea Carandini Presidente FAI – il FAI non può procedere da solo: serve un ‘patto’ con altri attori, pubblici e privati, piccoli e grandi, per dare sostanza, forza e futuro a richieste che altrimenti rischiano di rimanere rumore di fondo, teoriche, inevase, sterili. Richiedere una strategia nazionale per l’acqua, suggerire un modello efficiente e sostenibile di sfruttamento della risorsa idrica, educare al valore dell’acqua: sono ambizioni alte, propositi audaci, ma ogni grande opera, nella pratica, si articola e si realizza in piccoli gesti: ognuno, singolo o associato, ha il diritto e il dovere di contribuire; così il FAI, così chi aderirà al Patto per l’Acqua che oggi lanciamo”.

Realtà che hanno aderito

Al progetto hanno già aderito: ANCI, WWF, Legambiente, Lipu, Kyoto Club e TCI Touring Club Italiano. L’idea è quella di creare un tavolo permanente, inclusivo e allargato a diverse realtà, finalizzato a individuare e sviluppare richieste puntuali al Parlamento, a partire dalla Legge di Bilancio in questo momento in discussione. Il lavoro del tavolo potrà essere seguito e raccogliere adesioni e proposte grazie a un portale dedicato: www.pattoperlacqua.it.

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