È la Sicilia la regione italiana che registra i migliori risultati nel riciclo creativo di oggetti coniugando bricolage e riuso. A dirlo è il sondaggio realizzato da ManoMano, e-commerce del settore bricolage e DIY (do it yourself) attivo a livello europeo. Secondo i dati, infatti, il 98,7% degli intervistati in Sicilia dichiara di fare molta attenzione al possibile riutilizzo degli oggetti.

Migliori risultati al Sud

Dai dati emerge come ben il 79,8% degli italiani si dedichi al riciclo creativo di oggetti non più utilizzabili per dar loro una seconda vita. In particolare l’area in cui si registra una maggiore attenzione al riciclo degli oggetti è il Sud Italia. Qui l’87% degli appassionati usa il bricolage come strumento per riciclare oggetti. Se la Sicilia è la regione più virtuosa, quella con le peggiori performance è invece il Veneto. Qui solo il 78,9% degli appassionati applica il bricolage al riciclo creativo.

Materiali più usati

Ma quali sono i materiali più utilizzati? La lavorazione del legno è la tecnica più utilizzata, il 31,1% degli italiani utilizza carta e plastica, il 17,9% degli intervistati si dedica alla modellistica, mentre l’8,7% al decoupage e solo il 2,6% alla ceramica.

Creare comunità per condividere idee

Se da una parte il bricolage si caratterizza per essere un’attività creativa e green, dall’altra è legata anche al desiderio di condivisione. Sono tanti infatti gli appassionati che creano vere e propria comunità dove scambiarsi consigli utili. Il 57,4% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare blog e siti specializzati per confrontarsi e cercare nuovi spunti, mentre solo il 26,2% ha detto di essersi rivolto al personale di negozio. In questo contesto un ruolo chiave è giocato dai social network che fanno da cassa di risonanza a questa consapevolezza green abbinata all’espressione della creatività individuale.

Un modo per esprimere la propria creatività

Il desiderio di ri-creare o riparare un oggetto con le proprie mani soddisfa due esigenze fondamentali dell’uomo: – afferma in una nota Philippe de Chanville, co-fondatore di ManoManoda una parte il bisogno di fare da sé piuttosto che delegare agli altri, la possibilità di tirar fuori la propria creatività e dimostrare la propria indipendenza in una società sempre più propensa a inglobare l’individuo; d’altra parte la necessità di sviluppare ulteriormente la propria creatività nel riuso di un oggetto dimenticato, conferendogli un valore aggiunto grazie all’investimento di tempo e fatica che accresce la sua preziosità”.

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