Carte di credito con chip, biciclette elettriche e prese elettriche multiple. Questi sono solo alcuni dei prodotti tecnologici che a partire dal prossimo 15 agosto rientreranno nell’ambito delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) con l’entrata in vigore del sistema “open scope”. Questa “apertura” comporterà un vero e proprio cambio di prospettiva. Entreranno infatti a far parte di questo gruppo, oltre agli attuali prodotti tecnologici arrivati al fine vita, anche tutte le apparecchiature non esplicitamente escluse. Una rivoluzione che avrà un impatto rilevante sia da un punto di vista socio-economico sia da un punto di vista ambientale. Abbiamo approfondito alcuni aspetti legati all’introduzione di queste novità con Danilo Bonato, Direttore Generale di Remedia, Sistema Collettivo italiano per la gestione eco-sostenibile di tutte le tipologie di RAEE.

L’introduzione dell’open scope a partire dal prossimo 15 agosto quali impatti avrà a livello socio-economico? 

A partire dal 15 agosto 2018, con l’entrata in vigore del sistema “open scope” saranno considerati AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) oltre agli attuali prodotti tecnologici a fine vita anche tutte le apparecchiature non esplicitamente escluse. Questo ampliamento, sommandosi ai risultati ottenuti attualmente dal sistema RAEE, incrementerà i positivi risvolti socio-economici: 13/15 mila posti di lavoro in più, 98/112 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate e 1.250 milioni di euro di risparmio nell’acquisto di materie prime.

E invece quali saranno i risvolti dal punto di vista ambientale e, sopratutto, quanto l’introduzione del provvedimento potrebbe ridurre le emissioni di CO2? 

Anche dal punto di vista ambientale l’impatto sarà significativo. Se i target di raccolta saranno raggiunti, il passaggio al nuovo sistema determinerà un netto calo delle emissioni di CO2 pari a 2,2/2,5 milioni di tonnellate all’anno. Questi numeri sono il perfetto esempio di come l’industria del riciclo e della valorizzazione della materia – se inserita in un contesto di economia circolare – può rappresentare una leva strategica di sviluppo per l’Italia, in grado di generare 50 miliardi di euro di valore aggiunto e 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi 5 anni. 

In Italia qual è la situazione attuale rispetto ai target di raccolta dei RAEE e come l’open scope, grazie al quale si registrerà un aumento delle aziende coinvolte, impatterà da questo punto di vista? 

Oggi in Italia è avviato al riciclo il 40% dell’immesso al consumo, con un aumento del 4,5% rispetto al 2016. Con la Direttiva 2012/19/EU che regolamenta il settore dei RAEE e le sue successive estensioni normative, il raggiungimento del  target di raccolta si dovrebbe attestare oggi al 45% dell’immesso al consumo relativo al triennio 2016-2018. Tale target salirà nel 2019 verso un obiettivo di raccolta pari all’85% dei RAEE generati o al 65% dell’immesso al consumo. 

L’entrata in vigore del regime “open scope” avrà quindi chiaramente un impatto anche sui target di raccolta: all’aumento di apparecchiature elettriche ed elettroniche rientranti nell’ambito di applicazione, corrisponde un aumento dell’immesso al consumo, che passerà dalle attuali 825.000 tonnellate a circa 2 milioni all’anno a partire dal 2018 (1,2 milioni di tonnellate in più). Di pari passo, per rispettare il raggiungimento dei target di raccolta, dovrebbe aumentare il volume dei RAEE da gestire. L’entità dei futuri obiettivi deve essere uno stimolo per ottimizzare la raccolta con nuove e più funzionali modalità. 

Dal 15 agosto 2018, inoltre, aumenterà anche il numero dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche coinvolti nel sistema: parliamo di un incremento importante, pari a 6-7 mila aziende in più da agosto 2018 in avanti. È importante che tali aziende si preparino per tempo al fine di non avere sorprese, adeguando l’organizzazione e i sistemi in modo da minimizzare gli impatti e sfruttare eventuali opportunità e sinergie di mercato.

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Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.