La raccolta differenziata rappresenta per l’86% degli italiani un importante indicatore per testimoniare il proprio senso civico. Questo strumento, lungi dall’essere confinato al semplice ambito dello smaltimento dei rifiuti, rappresenta “una delle pratiche più semplici e immediate per contribuire al benessere della collettività”. Tuttavia cambia la percezione a seconda della prospettiva di giudizio: ovvero se giudichiamo noi stessi o la collettività. Se personalmente ci reputiamo molto sensibili e attenti alle questioni ambientali (90%), non altrettanto lo riconosciamo negli altri (41%).

Famiglia, incubatore civico degli italiani

Questo è solo uno dei tanti scenari delineati dall’Osservatorio Ipsos e Comieco sul Senso Civico 2018. Secondo lo studio, la famiglia rimane l’incubatore del senso civico degli italiani nonostante i cambiamenti legati della società legati a  globalizzazione e allo sviluppo di internet e dei social network, fattori che stanno portando a dei cambiamenti irreversibili nell’economia, nella politica e nell’informazione.

L’Osservatorio Annuale del senso civico, sostenuto da Comieco, ha fotografato, a partire dall’inizio del 2000, l’attitudine degli Italiani al civismo e all’educazione civica; anche quest’anno la raccolta differenziata risulta essere uno degli importanti indicatori di senso civico degli italiani, così come afferma l’86 % degli intervistati”, commenta in una nota  Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco.

Su internet giudizio positivo

Tra i temi analizzati dal report anche la percezione dei cittadini nei confronti di internet. Questo strumento è considerato uno dei principali pilastri della globalizzazione ed è percepito dai cittadini come molto positivo, perché consente la partecipazione diretta della popolazione che può essere chiamata a esprimersi su argomenti importanti (65%). Inoltre l’uso della rete permette la libera espressione attraverso i social network (59%), ragion per cui il 63% degli intervistati ritiene sbagliato limitare attraverso leggi la libertà di espressione su internet.

“Uno degli effetti della democratizzazione partecipata è infatti un’orizzontalità sociale che porta all’impoverimento delle competenze e a valutazioni semplicistiche di questioni complesse che riguardano la collettività (decisioni economico-politiche, assunti scientifici, ecc..)- commenta nella nota Nando Pagnoncelli di IpsosQuesto fenomeno trova la sua maggiore espressione nella politica. Internet e i social network hanno ridotto le distanze tra l’elettorato e i leader, tutto è noto e visibile facendo venire meno quelle ‘aree riservate’ necessarie ai partiti e agli accordi tipici della politica. I partiti tendono a scomparire in un’ottica di popolocrazia che mette al centro l’individuo (67%) e mette in discussione il modello democratico attuale (66%)”.

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