Per contrastare l’inquinamento causato dalla plastica è necessario puntare sulla diffusione di una “cultura del riciclo” tra i cittadini. Solo attraverso un’educazione adeguata sui vantaggi del riuso di questo materiale si può, infatti, affrontare in modo efficace la questione. E’ quanto ha sottolineato David Baker, Industry Affairs Director di RPC Group, intervenuto questa mattina a Milano nella sessione dedicata al packaging del convegnoA Circular Future with Plastics” (24 – 25 maggio Milano), promosso da Unionplast e EuPC – European Plastics Converters.

“Noi tutti non vogliamo vedere la plastica nei fiumi, nelle strade, nei mari. Tuttavia dobbiamo sempre ricordarci che questo materiale non arriva lì da solo, ma si trova in quei luoghi perché qualcuno non ha gestito quella tipologia di rifiuti in maniera corretta”, ha sottolineato Baker. Proprio per questo dobbiamo essere consapevoli che la diffusione di una cultura del riciclo tra i consumatori è il primo passo da compiere per promuovere una ‘rivoluzione dal basso’ che veicoli su larga scala l’importanza di un approccio green. In tale ottica è fondamentale, però, che i cittadini siano messi nelle condizioni di riciclare in maniera corretta questo materiale. “Dobbiamo assicurarci che il governo e i legislatori forniscano l’infrastruttura adeguata a favorire i processi di riciclo e accompagnino i cittadini in questo percorso, attraverso un’informazione puntuale e corretta”.

Se Baker ha sottolineato le potenzialità di un approccio bottom up, Lennart Ederleh, Technical Sales Director Extrusion Equipment di Windmoller & Holscher, si è invece soffermato sui vantaggi dell’automazione nei processi industriali di lavorazione della plastica. “Grazie a un monitoraggio intelligente della produzione – ha spiegato il manager – si ottiene infatti una diminuzione della durata dei processi di lavorazione e, di conseguenza, si riescono a raggiungere importanti risultati in termini di risparmio dei consumi energetici”.

In generale dalla mattinata è emerso come la plastica sia un materiale indispensabile per la nostra quotidianità e come il focus sia la promozione di una gestione sostenibile, senza demonizzazioni inutili. Più che ridurre l’uso della plastica nel packaging, la soluzione, secondo Romain Cazenave, Marketing Director for Dow Packaging EMEA, è “la realizzazione di un packaging più efficiente”. In questo senso “bisogna ad esempio puntare su una riduzione del peso degli imballaggi e sulla promozione di modalità operative circolari fin dalle prime fasi produttive”. Tutti ambiti che si prospettano “altamente sfidanti”. 

“Non va dimenticato, infatti – ha sottolineato il manager – che la plastica ha un ruolo chiave nella protezione della qualità dei prodotti alimentari”.  Le confezioni dei diversi alimenti contribuiscono infatti a ridurre lo spreco di cibo, allungando la durata di conservazione dei prodotti. “Un aspetto importante visto che, come evidenziano i dati FAO, ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato. Per quanto riguarda le verdure, ad esempio, il confezionamento in plastica fa scendere la quantità di cibo sprecato dal 42% al 3,4%, mentre per la carne la variazione è dal 12 al 3%”, ha spiegato Cazenave. 

In sintesi, se da una parte il convegno ha sottolineato l’importanza di continuare a promuovere lo sviluppo di filiere circolari e sostenibili nel settore della plastica, dall’altra ha fatto emergere le potenzialità intrinseche all’uso di questo materiale. Un quadro che indica  come la strada principale da seguire sia quella di un uso responsabile abbinato a un corretto riciclo.

In quest’ottica ben si comprende come sia necessario continuare a potenziare il percorso green già intrapreso a livello europeo con risultati positivi. Basti pensare che negli ultimi 10 anni il riciclo del packaging in plastica è aumentato del 75%, mentre il conferimento in discarica è stato dimezzato.

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