Raccolta pile e accumulatori: l’Italia deve fare più e meglio

230

Diminuisce l’immesso sul mercato e aumenta la raccolta di pile e accumulatori esausti grazie ai protagonisti delle filiere. La concorrenza stimola una migliore attività di recupero, ma deve essere regolamentata per evitare situazioni illecite. La semplificazione nella distribuzione è un elemento imprescindibile per rendere facilmente accessibili i luoghi di raccolta.

Sono alcuni dei temi emersi nel corso della giornata di presentazione del secondo rapporto annuale sulla raccolta di pile e accumulatori, organizzata il 28 giugno a Roma dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (CDCNPA).

Con il 41% di raccolta complessiva l’Italia si allinea ai paesi dell’UE e si mostra pronta al raggiungimento del target del 45% fissato con la Direttiva 2006/66/CE per il 26 settembre 2016. Nel 2015, la raccolta complessiva ha raggiunto i 10 mln di kg con un + 5% rispetto al 2014. Anche i luoghi di raccolta sono aumentati: + 28% rispetto al 2014 e 4.480 punti totali, con una maggiore concentrazione nel Nord Italia e, in particolare, in Lombardia, che da sola conta 1.096 nodi.

Il comparto, però, presenta ampi marigini di miglioramento: “Diminuisce l’immesso sul mercato, per effetto della crisi economica e della maggiore durabilità delle pile, e aumenta la raccolta grazie ai protagonisti delle filiere”, ha commentato Giulio Rentocchini, Presidente CDCNPA. È un settore delicato: servirebbe un approccio sistematico, mentre finora è stato episodico (ultimo esempio il Ddl Concorrenza che creerà sicuramente problemi nei comuni) – ha rimarcato Filippo Bernocchi, Delegato ANCI rifiuti ed energiaL’Europa ci chiede un approccio circolare: dovremo ridisegnare il complesso rapporto che regolamenta la raccolta dei rifiuti e gli strumenti adoperati”.

Proiettato sugli scenari futuri, il Presidente Rentocchini ha sottolineato come sia compito dell’Europa “promuovere dettami comuni che la comunità dovrà seguire” e del Ministero dell’Ambiente “sanzionare i protagonisti del mercato”. Su quest’ultimo punto è intervenuto anche Piergiorgio Carrescia, Deputato della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, che, presente nel pubblico, ha voluto sottolineare come si debba arrivare alla “semplificazione dei compiti delle diverse commissioni” e ad “un ruolo più forte del Ministero dell’Ambiente”.

Per compiere un ulteriore balzo bisognerà agire sulla distribuzione e migliorare la comunicazione tra comuni e produttori. Paolo Medaglia, Presidente Gruppo Pile ANIE-CSI ha evidenziato: “Il D.lgs 20 novembre 2008 abbia obbligato i produttori a riprendere i prodotti e ad affrontare un costo in più nella filiera. Dunque il produttore è spronato a raccogliere il più possibile, ma incontra delle difficoltà: le pile, che non hanno un uso immediato, sono vendute in oltre 200.000 punti vendita, ma i centri con maggiore afflusso (come Auchan) sono circa 100.000”. Difatti, la raccolta è fortemente connessa alla vendita: “Se il sistema incontra il sistema di produzione e distribuzione è possibile promuove un sistema di economica circolare”, ha sottolineato Paolo Giacomelli, Direttore Area Ambiente Utilitalia.

Di seguito il videocommento di Giulio Rentocchini, Presidente CDCNPA.

Print Friendly, PDF & Email
CONDIVIDI
Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.