Post-2020, anche per l’Italia un unico target Ue

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eu2020 01Da declinare tra settori Ets e non Ets e per Paese, sulla base delle emissioni pro capite. Il dg Mse, Sara Romano ne parla a e7, il nuovo settimanale di QE

Il rischio di obiettivi segmentati è di avere costi elevati e ridotte riduzioni di CO2. “In sede europea abbiamo dunque rimarcato i motivi a sostegno di un approccio neutro da un punto di vista tecnologico e l’opportunità di introdurre un unico target post-2020 vincolante a livello europeo”. Così il dg del Mse energia nucleare, rinnovabili ed efficienza, Sara Romano, in una intervista pubblicata sul nuovo numero di e7, il settimanale di QE.

L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere concentrato sulla riduzione delle emissioni di CO2, da declinare tra settori Ets e non e per Paese, sulla base del punto di partenza in termini di emissioni pro-capite. A ciò, aggiunge, si dovrebbe affiancare un obbligo per gli Stati membri di mettere a punto Piani Nazionali con misure di sviluppo per Fer ed efficienza (gli altri due obiettivi), indicando le politiche da assumere per rispettare l’obbligo di riduzione della CO2.

Romano nell’intervista passa in rassegna le misure strutturali e non per l’efficienza, a cominciare dagli interventi edilizi privati assieme a quelli portati avanti nella Pubblica Amministrazione. E si sofferma sui risultati del monitoraggio sui comparti industriali che, in questo ambito, presentano i maggiori margini di crescita. Obiettivo prioritario, tra i tanti: accelerare il superamento del divario tra ricerca e mercato. Infine, il punto sugli investimenti finanziati dal Fondo per la Ricerca di sistema elettrico con il Piano triennale 2012-2014.

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