La bio-industria invoca più sinergia

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La creazione di una bio-industria solida e competitiva, che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi UE 2020, è una delle priorità individuate dall’Unione Europea nell’ambito della più ampia bio-economia. L’iniziativa tecnologica congiunta sulle bio-industrie (la Bio-based industries Joint technology iniziative, acronimo BBI JTI), partenariato pubblico-privato voluto dalla Commissione europea, è nato appunto per sviluppare nuovi modelli di business per la produzione di beni/prodotti e servizi e per creare impianti modello di bioraffinazione che generano bioprodotti.

L’ultimo numero di e7 apre sulle opportunità disvelate dal nuovo bando 2016, che verrà lanciato il prossimo 18 aprile con un finanziamento da 161, 15 mln di euro per 26 topic, approfondite con i protagonisti del settore: Pietro Cavigliasso, board member del Consorzio Bio-based Industries (BIC); Vittorio Maglia, membro del Consiglio direttivo del cluster della Chimica Verde SPRING; e Fabio Fava, Università degli studi di Bologna, Rappresentante nazionale Configurazione SC2-Horizon 2020 e presso lo States Representatives Group del Joint Technology Initiative Biobased Industry.

Restando in ambito sostenibilità, segue l’intervista a Enea Roveda, A.D. di LifeGate, sull’Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile, che per gli italiani non è una moda passeggera.

Il report della settimana è sull’attenzione delle utility europee a innovazione, consulenza e smart user. Prima delle tecnonews e del visto su di Canale Energia, in vetrina il primo numero del 2016 di CH4, la rivista italiana del gas.

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