Iot, la quarta rivoluzione industriale passa per l’analisi dei dati

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Un fabbrica in cui macchine intelligenti sono in grado di raccogliere dati in tempo reale e di favorire nuovi modelli di business in grado di sfruttare in chiave predittiva  queste informazioni per migliorare le performance dei dispositivi. E’ quello che succede nell’industria 4.0, un’industria in cui grazie ad internet le filiere produttive sono sempre più interconnesse, in cui l’unidirezionalità dell’interazione uomo-macchina lascia spazio a un dialogo che permette al macchinario stesso di fornire informazioni sul suo stato portando, grazie a  a un monitoraggio continuo, a una maggiore programmabilità nella gestione. 

Questa nuova rivoluzione è resa possibile dall’internet delle cose, ovvero oggetti connessi alla rete e in grado di generare e inviare dati al server cloud per back-up, reportistica, diagnostica e analisi comparative. Un settore su cui puntare in maniera rilevante  secondo Reiner Schoenrock, Strategic Product and Innovation Communication di ABB, che in occasione di un incontro con la stampa a Zurigo, ha spiegato l’importanza della disponibilità di un flusso di informazioni continua relativa al funzionamento dei dispositivi e soprattutto l’enorme potenzialità  legata all’analisi di questi dati che, però,  “se immagazzinati in maniera indifferenziata non produrrebbero  alcun vantaggio”. 

Tra le sfide in questo settore, ha sottolineato il manager, c’è quella di modulare le diverse applicazioni tecnologiche sui bisogni dei consumatori. Una visione che per ABB si traduce nell’espressione “internet of Things, Services and People”, ovvero in un modus operandi che ha come fulcro i vantaggi concreti per il consumatore sempre più familiare con dispositivi come tablet e smartphone e modalità di intervento in grado di massimizzare l’efficienza nell’l’erogazione di servizi. 

 Tra le ultime tecnologie introdotte dal gruppo, la cui offerta di prodotti è al 50% digital, un sensore intelligente che come ha spiegato Schoenrock, è  in grado di migliorare la produttività di centinaia di motori elettrici collegandoli per la prima volta a servizi basati su cloud. Questa soluzione, che può essere applicata alla maggioranza dei motori a bassa tensione,  ha aggiunto il manager, è in grado di ridurre i tempi di inattività dei motori fino al 70 per cento, di estendere la loro durata di vita fino al 30 per cento e di limitare i consumi di energia di ben il 10 per cento. Il sensore è stato presentato lo scorso aprile alla  fiera di Hannover. 

 

 

 

 

 

Nel video l’intervista a Reiner Schoenrock

 

 

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Monica Giambersio

Giornalista professionista e videomaker. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.