Il fascino sostenibile degli orologi in legno

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Anche il mondo dell’orologeria subisce il fascino della cultura sostenibile. Con AB AETERNO nasce un modello di business che vuole coniugare il Made in Italy e l’impiego di forza lavoro locale, all’uso di materiali naturali nel rispetto dell’ambiente. 

L’idea è nata dopo un viaggio in Australia e la visita a una riserva naturale – ci spiega il fondatore Marco Tommasoni  – Questo orologio trasmette una sensazione di leggerezza e meglio si sposa con lo stile di vita degli australiani“. L’idea è stata lanciata per la prima volta a Sidney, in un importante evento del settore e, una volta acquisita sicurezza sul mercato australiano, si è affacciata sul panorama internazionale: Italia in primis. “Rientrato in Italia mi sono concentrato sullo studio della filiera produttiva per legare il Made in Italy alla qualità riconosciuta dei meccanismi svizzeri – prosegue Tommasoni – Al momento ci occupiamo di alcune fasi della lavorazione del prodotto: l’essiccazione della materia, che va poi plasmato a una determinata temperatura, il sezionamento del legno e la semilavorazione con macchine a controllo numerico, da cui esce burattato. Altre parti della lavorazione, invece, vengono esternalizzate”.

Il legno arriva sia dall’Italia (AB AETERNO ha fornitori nel bergamasco e nell’area del basso veronese) sia dall’estero (anche se non proviene da foreste certificate FSC) ed “è scelto in virtù della lavorabilità e, quindi resistenza, ma anche dell’estetica”. Perchè non essendo trattato, e non essendoci quindi aggiunta di coloranti o additivi chimici, se ne mantiene la naturale colorazione. Ecco perché si usa il noce, dopo però averlo “analizzato con un’associazione del legno per valutarne la porosità e la solidità”, o il sandalo o l’ebano.

Le ricadute occupazionali a km 0? “Oltre a rifornirci da soggetti locali, affidiamo le fasi di assemblamento, controllo qualità ed evasione dell’ordine a ragazzi dal trascorso difficile che sono formati e affiancati da un esperto”.

Pensando all’uso di materiale riciclato, Tommasoni ci parla di un progetto – cui promette ci sarà un seguito – legato al recupero dei pali usati a Venezia per segnare la tracciabilità delle vie d’acqua: “Ogni 15 anni le briccole della laguna di Venezia vengono estirpate e inviate al macero: l’usura ne può compromettere la sicurezza. Noi abbiamo acquistato questo materiale, evitando che andasse al macero, e l’abbiamo analizzato per creare un orologio con briccola riciclata e resina. Il prototipo è stato lanciato a Basilea, durante la fiera di riferimento dell’orologeria, e attendiamo l’ok al brevetto. Nel 2017 lo rifaremo con nuovi pali. Al momento pensiamo un nuovo design”.

In più, c’è il progetto del cinturino flessibile: “Unendo un tracciato in legno con un materiale vegetale innovativo, acquistato da un’azienda che l’ha brevettato, otteniamo un cinturino in legno flessibile. Qui la lavorazione è molto complicata perché prevede numerosi passaggi e step di produzione”. Il nome però è top secret, Tommasoni non vuole dircelo. Motivi di concorrenza…

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.