Fer all’angolo? “No, è l’ora di un balzo in avanti”

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fere7GB Zorzoli (Free) su bond e cartolarizzazioni, tecnologie, target emissioni e crisi termoelettrico. E’ uscito il nuovo numero di e7

“Il momento non è facile. Da troppe parti si assiste al tiro al piccione contro le rinnovabili. Tuttavia riteniamo che questa fase sia superabile con un balzo in avanti. I bond proposti dal Governo per finanziare le Fer, per esempio, non erano la via da perseguire perché si andavano a caricare di spese le spalle dei nostri figli”.

Dopo la crescita esponenziale, in particolare del fotovoltaico, il settore si interroga sul futuro. Tanti i temi sul tavolo, a partire dall’assetto normativo, le innovazioni tecnologiche e gli obiettivi europei, da cui le rinnovabili rischiano di rimanere fuori. E7, il settimanale di QE alla sua nuova uscita, ne ha parlato con Giovanni Battista Zorzoli, portavoce di Free – Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica, che raggruppa numerose associazioni del settore.

Al posto dei bond “abbiamo proposto un’operazione di cartolarizzazione e di uscita dagli incentivi da parte delle tecnologie più mature, attraverso agevolazioni fiscali o facilitazioni in conto capitale”, sottolinea Zorzoli. Che poi aggiunge: “Chiediamo che una tecnologia esca dagli incentivi appena possibile e acceda a questi strumenti alternativi. La percentuale di detrazione può non essere fissa, ma deve consentire a una determinata tecnologia di ridare allo Stato, sotto forma di tassazione, almeno quanto viene ottenuto in termini di detrazioni fiscali. Bisogna far cambiare mentalità al ministero dell’Economia che non deve più ragionare di anno in anno, ma su un piano triennale”.

In termini di sviluppo tecnologico, il portavoce di Free aggiunge che le rinnovabili sono mature, ma con molte prospettive. “Per esempio, oggi è molto conveniente sostituire gli impianti eolici di prima generazione con soluzioni più innovative, perché sono più efficienti e allo stesso tempo meno impattanti visivamente”. “Anche il fotovoltaico ha notevoli margini di miglioramento sia nell’efficienza della conversione, sia nel passaggio dai moduli policristallini a quelli multistrato”.  E a livello internazionale, il solare termodinamico ha già dimostrato di essere giunto a maturazione presentando grosse prospettive. Senza dimenticare che biometano e bioetanolo forniranno un grande contributo per integrare i carburanti di origine fossile. “Un tema su cui l’Italia ha un know-how importantissimo, come dimostrano gli sviluppi di Mossi Ghisolfi”.

Nell’intervista si parla anche di storage, rappresentanza delle associazioni e target emissioni CO2. Quanto alla crisi del termoelettrico “abbiamo formulato una serie di ipotesi destinate ai produttori per uscire dalle difficoltà che stanno attraversando”, dice Zorzoli.  Per esempio “le aziende dovrebbero passare dall’essere produttrici e venditrici di kWh a erogatrici di servizi a valore aggiunto nel campo dell’efficienza e delle rinnovabili non programmabili”.

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