Carbonio non solo crediti, anche risultati

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Crediti di carbonio il mercato è in crescita anche nelle sottoscrizioni volontarie, per quanto in Italia si potrebbe fare di più. Il settore rappresenta una via di uscita costruttiva agli obiettivi di COP21, ma non solo.

Si può approcciare a questo mercato in un modo più orientato al risultato associando ad aspetti legati al clima anche ricadute sociali. E’ il caso di  Carbon Sink, che con il progetto in Etiopia e in Mozambico ha trasferito valore ambientale -distribuendo stufe a legna a massima efficienza per la cottura dei cibi- e sociale realizzando occupazione e cooperative sul posto in grado di costruire e riparare le stufe distribuite.

In questo caso un acquisto di crediti nel lungo periodo è stato assicurato dal Governo norvegese che ha accettato di pagare un prezzo maggiore per un progetto che produce valore sociale.

Ne parliamo con Andrea Maggiani di Carbon Sink in occasione del workshop “La carbon finance: un’opportunità per il mondo della cooperazione”, organizzato da Innovazione Sostenibile a Roma il 28 aprile presso la sede del CNR di piazzale Aldo Moro.

La giornata è stata occasione per incontrare l‘Agenzia Italiana per lo Sviluppo della Cooperazione (AICS) che ha presentato i punti su cui si fonderà la neonata organizzazione: coerenza, competenza, sistema, finanza.

In questo contesto la misurabilità degli interventi e l’impatto sociale degli stessi sarà un elemento centrale affrontato dalla cooperazione internazionale. Diciamo un richiamo al mantra europeo della economia circolare, come ci illustra Emilio Ciarlo, Relazioni Istituzionali e comunicazione dell’Agenzia.

Sostegno ambientale e economia circolare

Un mondo globalizzato e pulito è possibile, con tipologie di finanziamento  che permettono di dare vita a progetti sostenibili che integrano alla produzione in loco una gestione circolare delle risorse messe a disposizione, con iniziative che vanno dalla coltivazione di caffè -che integra la riforestazione in modo simbiotico all’interno delle proprie piantagioni ottimizzando la resa agricola del prodotto- e sostenere il clima.

Ce lo illustra Paolo Pastore Fair Trade Italia.

Abbiamo avuto modo di incontrare oggi la AICS quale pensa sia la giusta strada per proseguire nel coinvolgimento degli attori in campo per una operazione internazionale positiva, secondo la sua esperienza?

Qual è la visione per l’ambiente che oggi è in essere in Italia, secondo lei?

C’è difficoltà a comprendere l’aspetto finaziario positivo che può apportare una corretta politica ambientale?

 

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Agnese Cecchini

Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e… buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.