Il calore delle foreste

Il progetto Legno Energia Nord Ovest vuole promuovere l'uso sostenibile delle biomasse locali. A colloquio con Giulio Cerino Abdin

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calore delle foreste

Strisce nere sulle pendici delle montagne. All’occhio nemmeno troppo attento dell’osservatore, i fianchi delle Alpi piemontesi in Val di Susa mostrano le proprie bruciature. L’intero ecosistema è stato ingoiato dalle fiamme per settimane e ora restano chiazze di ceneri e polvere nera. Sicuramente, la crescita incontrollata delle foreste, che si può dire diffusa in Italia, ha favorito il proliferare degli incendi: pur essendo un patrimonio, il bosco spesso non viene tutelato.

Una possibilità per contrastare fenomeni di questo tipo arriva dalla gestione sostenibile delle foreste per la produzione di biomasse. Che è il cuore del progetto Legno Energia Nord Ovest in cui si spingono congiuntamente una nuova strategia di mercato, adottabile tra reti territoriali di corto raggio, e una maggiore informazione a produttori e utilizzatori finali, piccoli o grandi.

Il progetto Legno Energia Nord Ovest

L’iniziativa Legno Energia Nord Ovest, che ha partecipato al Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, è nato come punto di riferimento tra gli operatori delle biomasse per uso energetico. Ad oggi è in fase di avvio e avrà durata biennale. A promuoverlo uno zoccolo duro costituito dalla start up Replant, frutto di competenze decennali maturate singolarmente nel Politecnico di Torino, dalla società cooperativa La Foresta e da AIEL. A questo si affiancano realtà forestali e consorzi attivi da tempo nella gestione sostenibile delle foreste, tra cui: il Consorzio forestale Alta Val di Susa, Fratelli Vinai, American Wood e Piccoli frutti srl in Val Sangone che sono realtà.

Nato dall’esigenza di portare innovazione nel settore, Legno Energia Nord Ovest vuole diventare un intermediario tra la Regione Piemonte, per quanto riguarda il supporto allo sviluppo delle politiche di riduzione dello smog con lo Sportello Forestale e l’ufficio Sviluppo energetico sostenibile; la PA locale, per ciò che concerne gli obblighi normativi in tema di efficienza energetica e rinnovabili; e gli operatori forestali. Da un lato, con una presenza costante sul territorio, “investigheremo la disponibilità di terreni e lotti boschivi di proprietà della PA, sia per informarla sul loro corretto utilizzo sia per valorizzarli da un punto di vista energetico attraverso, ad esempio, la realizzazione di piccole reti di riscaldamento“, ci spiega Giulio Cerino Abdin, socio di Replant e ricercatore del PoliTO. Dall’altro, con incontri programmati, “ci interfacceremo con le aziende, che producono biomasse o si occupano di installare impianti, per capire se è possibile creare reti a livello locale ma connesse su scala regionale che possano occuparsi di biomassa locale, a km 0, o direttamente calore“.

Le biomasse legnose, è risaputo, hanno un peso importante in termini emissivi. Molto, però, dipende dal tipo di tecnologia e dalla manutenzione operata sull’impianto. Inoltre, la loro produzione sostenibile permetterebbe di “rispondere alla domanda territoriale crescente di biomasse: anche il Piemonte, che vanta un grosso patrimonio boschivo, importa il legno dalle Regioni vicine e dalla Francia“, precisa Abdin.

Di seguito maggiori dettagli sul progetto Legno Energia Nord Ovest nella video intervista a Giulio Cerino Abdin.

Il progetto si concentra sulla coltivazione e gestione del patrimonio forestale per la produzione di calore. Perchè non anche per l’energia elettrica?

PA, imprese locali e utenti finali: come vi interfaccerete nel dettaglio con questi soggetti?

Le biomasse hanno un peso importante soprattutto in termini di emissioni di particolato: possono costituire un’alternativa (valida) alle fonti fossili? Quanto incide sulle prestazioni di questo carburante la manutenzione degli impianti e la tecnologia adottata?

Agricoltura e agroenergia: possibile conflitto per le biomasse legnose?

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