L’Everest nel giro di poche decine di anni è diventato una sorta di discarica a cielo aperto. I responsabili di questa situazione, come si legge sul sito Sciencealert, sono i numerosi turisti che lasciano al loro passaggio enormi quantità di rifiuti abbandonati.

Attrezzature abbandonate

Il problema non riguarda tanto i cadaveri degli escursionisti rimasti abbandonati nelle zone più impervie della montagna, ma piuttosto tende, attrezzature per arrampicata rotte, bombole di gas vuote e addirittura escrementi umani.

Il problema degli escrementi umani

In base ai dati di un rapporto del 2016, gli sherpa, gruppo etnico del Nepal, hanno raccolto circa 11.793 kg di escrementi umani dalle montagne ogni stagione, per poi gettarli in delle specie buche simili a pozzi che creano non pochi disagi ai villaggi in cui si trovano.

Possibili soluzioni

Un gruppo di ingegneri sta lavorando ad alcune soluzioni per risolvere il problema. Ad esempio si sta pensando di convertire questi pozzi in un impianto di biogas. L’obiettivo è produrre combustibile rinnovabile. Si sta inoltre pensando di istituire delle vere e proprie squadre specializzate nella raccolta dei rifiuti.

Le penalizzazioni

Per contrastare questo degrado, il Tibet ad esempio obbliga gli scalatori a pagare 100 dollari per ogni chilogrammo di spazzatura lasciato alle spalle. Il Nepal invece addebita un deposito di 4000 dollari per squadra, rimborsato se si riportano indietro 8 chili di spazzatura.

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