Tariffe luce e gas: più consumi meno paghi. E il risparmio energetico?

64

luce e gasLa protesta delle associazioni contro la Direttiva 2012/27 sull’efficienza energetica che premia chi consuma di più.

Quante volte per risparmiare sull’energia ci siamo trovati a confrontare le offerte di un operatore con l’altro? Quante volte abbiamo pensato che l’unica strategia vincente per vedere alleggerita la bolletta fosse ridurre i consumi al minimo indispensabile? Ebbene, da oggi probabilmente i vecchi consigli sul “fare economia” diventeranno obsoleti: per pagare di meno bisognerà consumare di più.

L’Italia, infatti, in vista del semestre di presidenza Europea, ha dovuto accorciare i tempi per la ricezione della Direttiva 2012/27 del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica attraverso il ricorso a un Decreto Legislativo dell’ultimo minuto. Compito del nostro Paese per l’agenda UE sarà infatti anche quello di controllare la corretta adozione di questa specifica direttiva in Europa.

Il Decreto Legislativo, emanato un po’ di fretta e senza un dibattito o confronto preliminare adeguatamente approfondito – così denunciano le associazioni – va a modificare sensibilmentetutta la struttura della bolletta elettrica e potrebbe incidere in maniera significativa su tutta l’idea e la filosofia del risparmio e della riduzione degli sprechi a cui questo regime di crisi deve abituare.

In particolare, ad essere messo sotto la lente dell’accusa è principalmente l’articolo 11 del Decreto di recepimento, che va a riformulare la struttura della bolletta elettrica in vista di un superamento della struttura progressiva della tariffa. In questo modo a venire premiato sarà chi consuma di più e non chi cerca di ridurre i consumi e, di conseguenza, gli sprechi.

Ricordiamo che la Direttiva 2012/27 va a modificare le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e ad abrogare le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, ma soprattutto va ad agire su tutta la struttura tariffaria a cui siamo abituati che era entrata in vigore negli anni settanta e quindi in clima di emergenza energetica. Ancora coerente, dunque, anche ai giorni nostri, proprio perché invita al risparmio.

Risparmio che è anche l’obiettivo dei consumatori, che da tempo fanno pressione per l’adozione di politiche votate alla riduzione degli sprechi per venire incontro alla crisi, in vista di bollette più leggere per una migliore gestione del bilancio familiare. Proprio per questo motivo le associazioni hanno avanzato alla commissione competente la proposta di stralcio dell’articolo 11 del Decreto attuativo in quanto poco coerente con l’idea di efficienza energetica che la Direttiva promuove.

Il famoso articolo 11 chiama l’Aeeg a intervenire non solo sulle tariffe per i consumatori ma anche in generale per il mercato elettrico, sollevando i dubbi di chi lavora nel settore dell’energia pulita. Obiettivo principale delle associazioni è quindi quello di spostare il dibattito sulle tariffe in un’altra sede, in modo tale che sia possibile aprire il giusto approfondito dibattito in vista di una riformula del principio di progressione.

Un provvedimento così importante per l’Italia, suggeriscono ancora le associazioni, dovrebbe non soltanto essere discusso ampiamente, ma dovrebbe soprattutto lavorare per portare un reale beneficio ai consumatori e promuovere maggiormente – invece che distruggere – tutta la lunga e giusta cultura che associa il risparmio alla riduzione degli sprechi, in un momento in cui è necessaria più efficienza energetica.

Di Cecilia Parola

Print Friendly, PDF & Email