Sharing economy: dalla Svezia la collezione di vestiti che non si comprano

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Nuova frontiera della Sharing Economy: ShareWear è la neonata collezione di vestiti che si condividono e si prestano

Nel mondo e anche in Italia ci sono numerosi esempi di sharing economy e di progetti legati all’eco-sostenibilità. Car sharing, bike sharing, condivisione di spazi, servizi e cibo, ma anche interior design eco-sostenibile e moda. Sempre di più i settori dello “style” sono interessati all’economia condivisa e le aziende attuano operazioni di questo genere con le quali contribuiscono a rafforzare il brand oltre che a tutelare l’ambiente e a risparmiare soldi ed energia.

Ogni anno nel mondo 1 mln di ton di indumenti finisce nelle discariche. Per ovviare a uno spreco così consistente, la Svezia ha lanciato ShareWear, una collezione di capi di tendenza che possono essere presi in prestito gratuitamente e poi condivisi.

La collezione è stata presentata e lanciata il 20 gennaio 2016 ed è nata dalla collaborazione degli stilisti svedesi di maggior fama come: Filippa K, Hope, House of Dagmar, Nikolaj d’Étoiles, Uniforms for the Dedicated, Weekday e Whyred, che si sono focalizzati sulla sharing economy improntata alla moda e allo stile.

Per rendere disponibile la collezione al pubblico, gli stilisti hanno deciso di caricare le foto su Instagram e dare agli utenti la possibilità di chiedere in prestito i vestiti: il primo che commenterà la foto di un capo lo potrà prendere in prestito per una settimana; successivamente dovrà caricare nuovamente la foto, così da dare la possibilità a un altro utente di richiedere l’abito per la settimana successiva.

ShareWear: la filosofia della Sharing Economy applicata alla moda

Lo scopo di ShareWear è ispirare un approccio più sostenibile al proprio guardaroba: condividere i vestiti, invece che buttarli via, è un atto di tutela non solo dei risparmi propri e di altre persone, ma anche dell’ambiente che non si trova ogni anno a dover “assimilare” tonnellate di vestiti macerati. Condividere i vestiti invece di buttarli fa bene non solo al portafoglio, ma anche alle nostre città.

Attualmente la collezione ShareWear è disponibile nello showroom digitale del sito dove tutti possono caricare nuovi capi e aggiungerli alla collezione. Per capire se un capo è disponibile o meno basta verificare le informazioni su Instagram: gli utenti comunicano dove si trova il capo e quando tornerà a essere disponibile. Zero impatto ambientale, recicling, sharing economy e moda: ShareWear sembra essere il progetto adatto a chi vuole avere stile in ogni settore.

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