Puntare sulla riqualificazione energetica per risparmiare 240 miliardi

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mutui6Il Governo anticipa con gli ecobonus l’iniziativa di Renovate Europe che spinge a un’azione forte per incentivare la riqualificazione energetica degli immobili.

Se il Governo offre gli ecobonus, le banche creano prodotti finanziari ad hoc per aiutare i proprietari di immobili, interessati alla riqualificazione energetica della loro azienda o di case private, a sostenerne i costi. Quindi chi non volesse farsi scappare l’opportunità ghiotta dello sconto fiscale, ma avesse bisogno di un prestito per effettuare i lavori di riqualificazione, forse è interessato a sapere che alcune indagini, dopo un confronto dei tassi di interesse, hanno mostrato come, in caso di erogazione di cifre intorno ai 30 mila euro, confrontare le soluzioni di mutuo più convenienti può risultare più vantaggioso rispetto alla richiesta di un prestito personale. Consumare energia costa, quindi è consigliabile che anche coloro che stanno per acquistare un nuovo immobile facciano atteanzione alla classe energetica. È opportuno quindi spendere qualcosa in più ma comprare un immobile con alta efficienza energetica, magari cercando di trovare un mutuo prima casa conveniente che ci permetta di finanziare una percentuale leggermente più alta sul prezzo dell’immobile. Sul lungo periodo potremo infatti risparmiare sulle bollette energetiche proprio grazie alla migliore efficienza dell’edificio.

La riqualificazione immobiliare è un tema quanto mai importante soprattutto se si pensa all’impatto che gli edifici hanno sul totale dei consumi energetici: i nostri edifici sono responsabili del 40% del totale del nostro consumo energetico, oltre al 36% delle emissioni di biossido di carbonio. Ottimizzare il patrimonio immobiliare di un paese significa far risparmiare i consumatori e le aziende, oltre che tutelare l’ambiente. In più, in Italia, grazie agli ecobonus del Governo e alle offerte di banche e finanziarie, è questo il momento migliore per effettuare i lavori di ristrutturazione. Attraverso gli ecobonus, il governo sta dando un forte segnale in questo senso offrendo importanti sconti fiscali a chi decide di spendere per migliorare l’efficienza energetica della propria azienda o abitazione, a chi sceglie di installare pannelli solari e impianti fotovoltatici e perfino a chi acquista grandi elettrodomestici di fascia energetica A o superiore. Sconti fiscali da una parte e prestiti ad hoc dall’altra, quindi.

Seguendo questa linea il Governo italiano ha, inoltre, anticipato una nuova importante presa di coscienza di tutta l’Ue sull’importanza della riqualificazione energetica: recentemente, e presto partirà la raccolta firme in tutti i paesi membri, è stata proposta la creazione di un Manifesto europeo contro gli sprechi negli edifici. Il documento ha obiettivi ambiziosi, volendo ridurre le emissioni degli edifici del 40% entro il 2030 e addirittura dell’80% nel 2050, con un risparmio di 240 miliardi di euro all’anno e la creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Il Manifesto, in realtà, vuole spingere a un’azione strategica di riqualificazione del patrimonio immobiliare in tutta Europa. A lanciare il documento è Renovate Europe, l’iniziativa europea che mira a sensibilizzare istituzioni e cittadini dei 28 Paesi membri sui temi dell’efficienza energetica. Si tratta di una campagna promossa da 31 sostenitori, tra cui enti locali, sindacati, gruppi di esperti e membri del settore terziario.

Per l’Italia è presente Rete Irene, il network di imprese italiane specializzato in riqualificazione energetica. Secondo i promotori si tratta di un progetto possibile, «attraverso una serie di interventi legislativi e programmi di riqualificazione del patrimonio immobiliare del vecchio continente. Una tematica quanto mai centrale nell’agenda politica del prossimo Parlamento Europeo, che l’ha messa fra le proprie priorità da affrontare nella prossima legislatura e quanto mai attuale alla luce delle recenti vicende della crisi in Ucraina: secondo le proiezioni dell’Agenzia internazionale dell’energia, nel 2035 l’UE importerà (dalla Russia) il 67% del proprio fabbisogno energetico, pagandolo l’elettricità il doppio degli Stati Uniti».

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