Povertà energetica, un fenomeno difficile da riconoscere e contrastare

Le azioni da mettere in campo secondo l'RSE

230

Povertà energetica nei paesi sviluppati. Una condizione difficile da individuare e da frenare. Su questo tema l’RSE, insieme ad altri player, sta studiando il fenomeno per mettere in campo contromisure adeguate per un fenomeno in crescita e coinvolge l’11,1% della popolazione italiana. Di questo si è parlato nel corso del convegno “Povertà Energetica, riconoscerla per contrastarla“, organizzato da RSE, con il supporto del Comune di Milano e la partecipazione di Banca Italia, Istat, ARERA, di Regione Lombardia,  Città Metropolitana e con il contributo di un rappresentativo gruppo di interlocutori delle utility e del terzo settore.

Tra le problematiche emerse l’assenza di una definizione completa di povertà energetica, la necessità di un automatismo del bonus energia e gas in modo da arrivare ad agire più velocemente su tutta la popolazione e la sua pericolosa relazione con un aumento del costo della sanità per la collettività.

Difatti il fenomeno è strettamente interrelato con l’aumento di talune malattie dato l’ambiente di vita spesso poco salubre e l’assenza di azioni di efficientamento energetico negli edifici, un dato chiaro all’Istat che segue fenomeno e anche agli amministratori comunali. Come dichiara lo stesso del Comune di Milano presente sia con l’assessore alla casa e ai lavori pubblici Gabriele Rabaiotti e con Francesco Tarricone Dirigente – DC MTAE – settore infrastrutture per la mobilità, avviare un processo di manutenzione delle case popolari è strategica per interrompere il fenomeno. Come sempre far quadrare i bilanci non è semplice.

Povertà energetica quali azioni si possono mettere in campo

L’RSE sta cercando azioni di studio e mitigazione per invertire un fenomeno che potrebbe riguardare se attentamente studiato più delle percentuali oggi in possesso dell’Istat. Studiando con la Banca di Italia alcuni valori che mettano in relazione in modo più chiaro parametri di riconoscimento delle persone in difficoltà.

Marco Borgarello direttore del gruppo di ricerche di efficienza energetica di RSE ci spiega come si è svolto il lavoro dell’ente e come sono stati raggiunti i risultati che porterebbero questa soglia ad alzarsi i 0,6 punti percentuali. Il che registrerebbe un fenomeno pari a 11.07% rispetto i dati attuali di 11,1%.

Un fenomeno che è necessario invertire avviando un processo virtuoso di recupero sia dei consumi domestici ma anche di qualità della vita. Su questo l’RSE ha una proposta a partire dall’efficientemento energetico degli edifici magari indirizzando proprio la quota di spesa sanitaria ad oggi inficiata dalla malsanità tipica della povertà energetica.

Una soluzione anche finanziaria che l’ente sta proponendo al comune di Milano come spiega lo stesso Borgarello nel video a seguire.

Print Friendly, PDF & Email
CONDIVIDI
Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.