Per risparmiare sull’energia elettrica conviene Acquirente Unico?

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prezzoenergiaGli utenti che restano fedeli ad Acquirente Unico e non passano al libero mercato sono ancora 27,4 milioni: il prezzo dell’energia elettrica resta competitivo.

Il consumatore, mettendo le offerte sull’energia elettrica più vantaggiose a confronto, avrà la possibilità di sfruttare al massimo la dura concorrenza nel settore dei servizi energetici per accaparrarsi le promozioni e le tariffe più convenienti. Questo è quello che accade nel libero mercato, anche se moltissimi utenti hanno deciso di non abbandonare Acquirente Unico, continuando a risparmiare con un prezzo dell’energia elettrica comunque basso.

Più nello specifico, almeno negli ultimi quattro anni, sembra proprio che il prezzo dell’energia elettrica offerto da Acquirente Unico sul Mercato Tutelato alle piccole e medie imprese e alle famiglie sia stato inferiore a quello proposto dalle aziende che operano nel libero mercato. Questo è quello che emerge dai dati presentati nel corso del convegno “Mercato elettrico: oltre la maggior tutela?”, organizzato da Acquirente Unico

Si tratta, come è noto, della società pubblica a cui, nel processo di liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, è stato affidato il compito di acquistare elettricità per le famiglie e le piccole imprese che ancora non hanno deciso di entrare nel libero mercato. Dal convegno emergono però altri dati interessanti: sono 27,4 milioni gli utenti (di cui 22,8 milioni domestici) che rimangono clienti di Acquirente Unico. 

Sono quindi moltissime le famiglie e le imprese che preferiscono non affidarsi a un gestore di servizi energetici operante sul libero. I motivi sono essenzialmente legati, da una parte, alla convenienza che ancora caratterizza le tariffe per l’energia elettrica proposte da Acquirente Unico e, dall’altra, alla situazione di incertezza informativa e dalla poca trasparenza che spesso caratterizza gli operatori del libero mercato che, in questo modo, non fanno altro che rendersi poco affidabili agli occhi di un utente medio.

Se quindi, da una parte, durante il convegno, i responsabili di Acquirente Unico hanno guardato con favore al fatto che circa un terzo degli utenti sia già migrato verso un operatore a sua scelta, dall’altra, hanno cercato di spiegare il motivo per cui questo passaggio stia avvenendo così lentamente. Secondo Paolo Vigevano, Amministratore Delegato di AU, «il problema sta nelle difficoltà di un momento in cui vi è un’offerta molto ampia (oltre 269 imprese presenti sul mercato libero) e una contemporanea crisi della domanda».

Inoltre, bisogna considerare che, nonostante la diminuzione della componente materia prima dell’energia elettrica e la discesa dei consumi, i consumatori non vedono un reale abbattimento dei costi in bolletta, cosa che renderebbe evidentemente conveniente il passaggio agli operatori del libero mercato. Il calo non è sentito in bolletta a causa del parallelo aumento degli oneri generali e delle tasse che pesano quasi per il 50% sul costo dell’energia elettrica per famiglie e imprese.

Le Associazioni dei consumatori presenti al convegno, inoltre, hanno voluto segnalare la reale problematicità del libero mercato, ovvero la mancanza di trasparenza e chiarezza che ovviamente non favorisce il passaggio al libero mercato. È vero anche che varie forme di tutela del mercato sono presenti in quasi tutti i paesi europei. In Gran Bretagna, ad esempio, vera e propria patria delle liberalizzazioni, l’Autortà regolatrice interviene per verificare che gli eventuali aumenti dei prezzi siano giustificati dall’aumento dei costi legati alla produzione e non da manovre dei gestori.

Al convegno era presente anche il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, il quale ha sottolineato il ruolo importante svolto dall’Autorità Antitrust, che in Italia ha compiti simili all’Autorità regolatrice esistente il Gran Bretagna usata poco sopra a titolo d’esempio.

a cura di Marco Zaninelli

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