E’ il consumatore uno dei punti cardine su cui far leva per promuovere in maniera efficace lo sviluppo della mobilità elettrica nel nostro Paese. A dirlo è uno studio realizzato da Adiconsum, secondo cui occorre enfatizzare il ruolo del consumatore, cercando di tenere in considerazione sia le esperienze di coloro che già utilizzano i veicoli elettrici sia di coloro che lo faranno, perché è il cittadino il vero protagonista della rivoluzione della mobilità”.

I 4 focus tematici

I focus tematici del documento sono quattro: Ricarica e costi dell’energia, abitudini, sharing mobility e vendita dei veicoli. Per ognuno di questi ambiti l’associazione ha evidenziato i  punti chiave su cui sarebbe necessario focalizzare l’attenzione per favorire lo sviluppo dell’e-mobility.

Ricarica e costi dell’energia

Per quanto riguarda nello specifico la questione delle infrastrutture di ricarica nel nostro Paese, lo studio spiega come numerosi passi in avanti siano stati fatti, ma come tuttavia le problematiche relative alla rete di ricarica “siano ancora troppe e necessitino di valide soluzioni al più presto”.  Il punto centrale, prima di affrontare il nodo delle infrastrutture di ricarica pubblica è quello di porre maggiore attenzione alle infrastrutture di ricarica ad accesso privato. “Più si garantisce la ricarica dell’auto presso la propria abitazione o posto di lavoro, meno stazioni di ricarica pubbliche saranno necessarie riducendo i costi di realizzazione sostenuti dal pubblico e dai privati”. 

Abitudini dei cittadini

Un altro elemento chiave da considerare per promuovere l’emobility è poi l’impegno a “elevare il livello motivazionale attraverso, ad esempio, specifiche campagne informative rivolte ai cittadini perché prendano coscienza degli elevati rischi che incombono sulla salute collettiva se non si adotta il prima possibile una mobilità sostenibile”.

Sharing Mobility 

Sul fronte della sharing mobility, sottolinea Adiconsum, bisogna fare in modo che il vettore elettrico diventi l’unica modalità di spostamento, al massimo in presenza con auto ibride plug-in. “Non ha senso – spiega l’associazione – realizzare le ZTL vietate alle auto inquinanti private, garantendo l’accesso gratuito alle auto elettriche che non inquinano e permettere, poi, l’accesso alle auto inquinanti dei vari servizi di sharing, solo perchè il servizio è frutto di una collaborazione commerciale fra amministrazioni locali ed azienda erogatrice del servizio”. Oltre a questo sarebbe opportuno abbinare la mobilita condivisa a progetti educativi ed informativi”.

Vendita dei veicoli 

Un altro aspetto importante è poi la consapevolizza di usare approcci nuovi alla vendita dei veicoli. Bisogna, secondo Adiconsum, “investire in formazione e comunicazione appropriata alla nuova mobilità. Sarebbe auspicabile che i venditori di auto non facciano tutto da soli, ma che si muovano in collaborazione con tutti gli altri attori della filiera della mobilità elettrica“. Questo perché “nella mobilità elettrica, il venditore d’auto non vende solo un bene, ma vende un bene integrato in un nuovo sistema di mobilità e diventa, per il consumatore, il riferimento principale di informazione”

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