Come rendere il Made in Italy veramente sostenibile

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Lancio un invito a coloro che perseguono i nostri stessi obiettivi, e condividono la stessa sensibilità, affinchè si faccia sistema”. “Il profitto non deve rappresentare il fine delle nostre attività, ma il mezzo per creare una società più coesa e attenta al bene comune”.

È l’appello con cui Antonio Persici, Presidente Osservatorio Imprese e Consumatori, ha introdotto ieri a Roma  l’evento “Salvare Energia salverà la società”, promosso dall’OIC con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Svim-Sviluppo Marche. Al centro dei lavori la sfida della sostenibilità: stimolare una produzione efficiente, attenta all’ambiente e al consumatore, con positivi risbocchi occupazionali.

Come coniugare il capitale sociale all’economia verde? “Il tema del Made in Italy viene sempre declinato in termini di cultura, arte, savoir vivre e prodotti tipici”, ha commentato Matteo Caroli, Direttore dell’Executive Master in Circular economy della LUISS Business School. “In futuro andrà declinato in termini di eccellenza ambientale e sociale”. Come? “Sensibilizzando il consumatore, oggi sempre più protagonista, ad accettare un aumento dei costi nell’immediato per ottenere vantaggi nel medio termine”.

“Il futuro dell’energia è sempre più nelle mani dei consumatori: saranno loro a scegliere quale metodologia prediligere per utilizzare l’energia”, ha evidenziato Filippo Ghirelli, CEO di Genera Group. “Sta quindi a noi essere sempre più attenti, perché oggi il tema dell’energia è anche un tema di comunicazione”. Occorre, quindi, imboccare la strada della “corretta informazione: i claims a costo zero sono pubblicità ingannevoli”, ha commentato Iacopo Berti, Direttore della Direzione energia e trasporti della DGTC, AGCM. In più, bisogna spingere la consapevolezza: “Oggi il kWh costa circa 20 cent, più caro rispetto al 2009”, ha spiegato Luigi Gabriele, Responsabile Affari istituzionali di Codici. Cosa si paga in bolletta? “Ancora l’affitto delle centrali di FS di 60 anni fa, che tra l’altro andrebbero dismesse”. Discorsi che nascondono paradigmi innovativi, sottolinea Gabriele, già oggi attuabili: “Negli USA hanno già sfruttato la tecnologia della blockchain: non c’è bisogno dell’intermediario, chiunque può comprare energia prodotta dal vicino di casa”.

Sulle nuove prospettive di risparmio è stata citata a più voci il tema dell’efficienza energetica. “La lotta al cambiamento climatico e l’uscita dall’età dei combustibili fossili ha nel risparmio e nell’efficienza energetica un pilastro fondamentale, insieme alle rinnovabili”, ha sottolineato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde. “L’Italia ha un beneficio in più poiché siamo importatori di combustibili fossili e grandi produttori di tecnologie green – ha proseguito – se sviluppiamo efficienza energetica il vantaggio è doppio, anzi triplo perché in questi settori si crea lavoro, amico dell’ambiente, soprattutto per i nostri giovani che ne hanno un gran bisogno”.

Il tema è centrale anche nella “Strategia energetica nazionale, che penso venga pubblicata entro fine ottobre, e che purtroppo non è collegata a un piano industriale“, ha evidenziato Ignazio Abrignani, Vicepresidente della X Commissione della Camera. E affinchè il lavoro del Paese diventi efficace nella lotta al cambiamento climatico occorre “promuovere un’unione d’intenti“. “In Italia a dicembre 2016 sono state effettuate 15.000 diagnosi, in Europa 14.500. Di efficienza e riduzione delle emissioni di CO2 deve occuparsene l’Europa”.