Le spese energetiche non sono comprimibili

Le difficoltà delle famiglie a combattere la povertà energetica, viste dall'Istat

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La povertà energetica è un fenomeno in crescita in tutta l’UE, tanto da avviare diversi studi per conoscerla e contrastarla. Azione che ha messo in campo anche l’istituzione, nel 2017, di un osservatorio dedicato: l’European Energy Poverty Observatory, tra i cui compiti c’è anche la produzione di statistiche affidabili e comparabili tra i diversi paesi.

In attesa che l’osservatorio faccia il suo lavoro rinnovando le metriche di misura, come si misura oggi il fenomeno della povertà energetica? In Europa attualmente si utilizzano tre indicatori proxy di fonte EU-SILC, armonizzati a livello EU:

  • Percentuale di popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione
  • Percentuale di popolazione che vive in abitazioni con presenza di perdite, umidità, muffa, tetti e/o infissi danneggiati
  • Percentuale di popolazione che ha arretrati nel pagamento delle utenze domestiche

Valori che come ha illustrato Andrea Cutillo, ricercatore Istat nel corso dell’evento “Povertà Energetica, riconoscerla per contrastarla”, organizzato da RSE non sono esaustivi ma indicativi del fenomeno.

Una tipologia di indagine che al momento non soddisfa in pieno la capacità di fotografare il fenomeno, ma che ancora non è stata superata da nuovi parametri universalmente condivisi.

Rapporto povertà energetica/spese sanitarie

Inequivocabile invece la relazione tra costo sanitario e povertà energetica anche è chiaramente individuata dai parametri Istat con Andrea Cutillo vediamo

Spese energetiche, perché chi più ha meno spende

Dai dati Istat emerge inoltre come la quota di spesa destinata all’energia è pari al 4,4% per le famiglie non in povertà assoluta, mentre sale all’8,0% fra le famiglie in povertà assoluta.

Guardando anche al rapporto tra le famiglie che non sono in povertà assoluta, l’energia elettrica pesa per l’1,9%, il gas per il 2,1%, mentre le famiglie in povertà assoluta, l’energia elettrica rappresenta il 4,4% della spesa media mensile e il gas rappresenta il 3,2%.

In pratica sembra che chi più ha meno spende, come possiamo spiegare questo fenomeno?

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.