Ferri da stiro spesso in riparazione? Potrebbe dipendere dall’uso di acque non idonee, come quelle “profumate”, utilizzate ormai da diverso tempo da alcuni utenti.

Attenersi alle indicazioni dei produttori

Il problema, sollevato da CECED Italia, starebbe nella presenza di sostanze chimiche o detergenti nel liquido inserito nel sistema stirante, sia esso un normale ferro o il ferro a caldaia. Essenze, profumi, soluzioni decalcificanti, oltre che altri tipi di acqua, come quella piovana, di batterie o proveniente da deumidificatori, sono altamente sconsigliate dall’Associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali.

Il non attenersi alle disposizioni riportate nel manuale d’uso e l’utilizzo di queste acque profumate, tra le quali vanno considerate anche le “acque demineralizzate profumate” e le “acque da stiro profumate”, possono portare a una contaminazione oleosa nell’apparecchio. La quale, a sua volta, genera un effetto di calefazione formando una sorta di velo isolante sulla piastra che, sottolinea CECED, impedisce il corretto funzionamento dell’apparecchio stirante.
A questo punto c’è il rischio di rovinare il ferro e di conseguenza si è costretti ad andarlo a riparare, sostenendo dei costi spesso non indifferenti.

È possibile invece utilizzare tranquillamente le acque demineralizzate non profumate, “sempre seguendo le indicazioni fornite dal manuale dell’apparecchio”, rimarca l’Associazione.
In caso di dubbio sulla composizione delle acque trattate, ai consumatori CECED consiglia di rivolgersi ai fornitori per verificare che le stesse non contengano olii o sostanze chimiche.
Non è dunque sempre vero che i ferri da stiro non possano avere una vita lunga ed efficiente.

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