Energie rinnovabili non fotovoltaiche: nuovo piano di incentivi

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La Legge di Stabilità ha previsto 5,8 mld di euro per lo sviluppo di energie rinnovabili non fotovoltaiche per pubblici e privati

Tra i 26,5 miliardi di euro che il Governo Renzi ha previsto di utilizzare per la Legge di Stabilità, 5,8 sono destinate allo sviluppo di energie rinnovabili non fotovoltaiche per cercare di dar respiro all’ambiente del nostro Paese e per incentivare l’utilizzo delle fonti alternative rispetto quelle tradizionali.

I Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche agricole hanno firmato il decreto che prevede i nuovi piani di incentivi, escludendo il fotovoltaico, perché in Italia ha un mercato già molto attivo ed è un settore in grande crescita.

Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 è in piena armonia con la Strategia Energetica Nazionale, che punta alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse da quella solare fotovoltaica.

Energie rinnovabili non fotovoltaiche: come richiedere gli incentivi? 

I 5,8 miliardi di euro previsti dal nuovo piano di incentivi devono essere erogati entro la fine del 2016, con lo scopo di supportare l’acquisto o la revisione di impianti ibridi o alimentati da energie rinnovabili non fotovoltaiche.
Tutto questo, in accordo con le normative europee, contribuisce a rendere i consumi di energia italiani “a basso impatto ambientale”.
Cosa serve per accedere a queste risorse? Ovviamente il rispetto dei parametri di potenza sanciti dal decreto, che sono suddivisi per contingenti delle aste (destinate agli impianti più grandi) e dei registri:

  • ·800 MW per l’eolico on-shore;
  • ·30 MW per l’eolico off-shore;
  • ·20 MW per l’energia geotermica;
  • ·110 MW per il solare termodinamico;

Ecco quelli dei registri:

  • ·60 MW per l’eolico a terra;
  • ·80 MW per l’idroelettrico;
  • ·30 MW per l’energia geotermica;
  • ·90 MW per le biomasse;
  • ·6 MW per gli impianti a moto ondoso;
  • ·10 MW per il solare termodinamico;
  • ·120,5 MW il controverso contingente per gli ex zuccherifici.

Quali tempi ci vorranno per l’attuazione del decreto?

Affinché il decreto venga attuato e quindi ci sia la possibilità di “metter mano” agli impianti sarà necessario aspettare il parere della Conferenza Unificata e dell’Autorità per l’Energia.
Una volta ottenuto il placet il decreto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e quindi, successivamente, si potrà aver accesso alla modulistica.

 

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