EcoNatale, sotto l’albero più regali riciclati

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“Questo lo riciclo”. Quanti l’hanno pensato di fronte a un dono deludente? Necessità per la maggior parte, virtù per pochi, quest’arte di dare nuova vita e rinnovata forma agli oggetti ha un nome: upclycling. La tendenza, che trova una sua collocazione negli anni Ottanta negli USA, vive il suo picco con l’arrivo del Natale: il 48% degli italiani, secondo un recente studio promosso dall’agenzia Espresso Communication, ammette di prendere in considerazione o di creare ad hoc oggetti “rivisitati”. Un modo per coniugare il risparmio al rispetto dell’ambiente e per dare sfogo alla propria creatività, personalizzando i regali ed evitando di acquistare prodotti in serie che affollano gli scaffali della grande distribuzione. Chi sceglie di regalare un prodotto del proprio estro lo fa perché attento alla sostenibilità e all’impatto di produzione e trasporti sul Pianeta (61%), perché tiene alla personalizzazione e all’originalità dei doni (47%) e per le ristrettezze economiche del periodo storico (34%).

Attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community di un campione di circa 1.500 persone tra i 18 e i 65 anni e di un panel di 15 docenti universitari, la ricerca dell’Espresso Communication ha fornito anche una fotografia dello stato dell’upcycling in Italia. Arrivata da oltreoceano, quest’arte investe soprattutto elementi d’arredo (44%), capi d’abbigliamento rivisitati (42%) e gioielli vintage modernizzati (33%). E l’identikit dell’upcycler individua come casi esemplari le donne tra i 30 e i 45 anni (57%), che risiedono nelle metropoli come Milano (56%) e Roma (54%), e che svolgono lavori come insegnanti (20%), professionisti (14%) e impiegati statali (13%).

ECODESIGN E MODA

Tra gli elementi d’arredo oggi più d’appeal ci sono i pallet EPAL riciclati come tavolini o sedie che permettono di combinare l’ingegno creativo al recupero di strutture grezze: a proporli è anche il consorzio per la tutela del legno ConLegno. C’è poi il Laboratorio Controprogetto, nato nel 2003 all’interno della Stecca degli Artigiani a Milano, che riutilizza il pallet per creare elementi di design e non solo: tutti i materiali recuperati sono sottoposti a un processo di “rinascita” in cui, come si legge sul sito, il “difetto” della vita precedente si tramuta in memoria. Così nascono sedie in legno riciclato dipinte con vernici naturali o piantane che sono il nuovo volto di vecchi fornelli da cucina.

E il legno diventa il fil rouge tra design e abbigliamento: dagli elementi d’arredo componibili con la Struttura a Cubi Dinamic di Leroy Merlin realizzata in legno certificato PEFC (Pan-european Forest Certification Council) agli orologi in legno AB AETERNO, passando per borse e giacche Ligneaheocchiali da sole Uptituderealizzati con tavole da surf ormai dismesse. I capi di abbigliamento e gli accessori che da troppo tempo abitano nel nostro armadio possono essere riciclati in molti modi: il designer Jay Watson ha trasformato i calzini in lampade pendenti, ovviamente al LED, dopo averli trattati con eco-resina derivata dai girasoli. E le cravatte possono trasformarsi in cerchietti o morbidi braccialetti, i jeans in dispenser e le stoffe di vario tipo in addobbi natalizi per l’albero. Si può provare anche a sfruttare le capsule del caffè usateper realizzare delle simpatiche collane.

QUALITÀ DELL’ARIA

Una pianta è un regalo classico che può essere un importante alleato per la pulizia dell’aria negli ambienti interni: oltre 50 specie aiutano a contrastare l’inquinamento indoor e, tra queste, sia il pothos che l’edera sono in grado di assorbire la formaldeide, il composto chimico potenzialmente nocivo per l’uomo (può provocare mal di testa, tosse e addirittura asma bronchiale e dermatite da contatto) usato per produrre resine sintetiche impiegate nei mobili. Una volta spogliato di luci e festoni, anche l’albero di Natale può rivestirsi di nuova vita e diventare un dono per la natura: con l’iniziativa Compostiamoci benepromossa da Ikea e AzzeroCO2, ESCo nata su iniziativa di Legambiente e KyotoClub, acquistando e riconsegnando l’abete presso uno dei punti vendita Ikea si devolveranno 2 euro alla riqualificazione di aree a rischio idrogeologico nel Parco delle Cinque Terre e in quello del Po, Vercellese-Alessandrino. E visto che i tetti verdi urbani sono sempre più diffusi, perché non acquistare su Amazon dei kit per coltivare, sul balcone o in terrazza, insalata o altri ortaggi?

SALUTE DEL CORPO

Per la cura del corpo e la tutela della salute non si possono certo riciclare prodotti di bellezza, ma esistono cosmetici di origine naturale realizzati senza solventi, microplastiche e OGM, sfruttando estratti derivati da agricoltura biologica e non testati su animali. Ne è un esempio la linea Natùris della Bema Cosmetici. E, sul lato del food, per l’EcoNatale 2016 Legambienteha realizzato delle confezioni regalo, rinominate simbolicamente Pangea, Pachamama (che in quechua significa Madre terra), Madre Terra e Gaia, con le quali sarà possibile devolvere il 10% ai giovani imprenditori locali per accelerare il processo di rinascita di diversi luoghi, compreso il centro Italia. Con “Bee My Future” Life gate permette di adottare un’arnia o 1.000 api per un anno e di ricevere vasetti di miele da 500 gr oltre allo sconto del 100% sulla componente energia del primo mese di fornitura prodotta 100% da fonti rinnovabili.

E queste sono solo alcune piccole idee, non per tutti è possibile pensare in grande!

Leggi l’approfondimento sul mensile di Dicembre 2016

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.