L’obiettivo è quello di fare chiarezza sui consumi elettrici della propria abitazione. Per faro è necessario porre attenzione più sul concetto di potenza che su quello di energia consumata.
L’intuizione è dell’ingegnere Roberto Gerbo, Ege certificato Secem, il quale ha individuato dei particolari algoritmi grazie ai quali gli utenti potrebbero ricavare informazioni più specifiche e sintetiche, rispetto a quanto riportato sulle attuali bollette.

Una proposta che, spiega l’Ege, “vuole essere spunto per una riflessione di fornitori energetici, autorità energia e consumatori. In grado di innescare un processo di miglioramento dell’efficacia informativa dei dati di bollette e favorire lo sviluppo della conoscenza dei consumi energetici elettrici e la loro ottimizzazione”.

Obiettivo ottimizzare i consumi

Secondo la regolazione vigente i consumi elettrici (ora disponibili su base mensile per una annualità) le bollette elettriche sono suddivise in 3 fasce orarie: F1 dalle 8 alle 19 dei giorni feriali; F2 dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dei giorni feriali e ancora dalle 7 alle 23 del sabato; F3 dalle 0 alle 7 dei giorni feriali più tutta le ore della domenica e dei festivi.

Ogni fornitore di energia, quindi, al netto di differenti impostazioni grafiche (vedi esempio in figura), riporta in bolletta la partizione dei consumi sempre per fascia oraria.

Mostrando un numero del consumo nelle ore/mese significativamente diversa (sul totale mensile circa 30% per F1, 25% per F2, 45% per F3), “la suddivisione per periodo consente solo di valutare l’incidenza dei consumi della fascia rispetto al totale e la variazione di assorbimento nel corso dell’anno per ogni fascia” spiega Gerbo.

“Ragionare in potenza, non in energia” così la bolletta è più chiara

“Il problema che si pone”, chiarisce quindi l’ingegnere, è “che le bollette non forniscono un’indicazione dell’assorbimento medio in kW, ossia l’indicazione di una potenza (e non un’energia), che è riferimento più familiare per un utente che, ad esempio, ha un contatore da 3 kW”.
Le società che forniscono l’energia, “disponendo del numero delle ore mensili delle varie fasce orarie, potrebbero con un minimo sforzo integrare l’illustrazione dei consumi con un grafico che riporti la potenza media mensile oraria per fascia oraria”.
È vero che in questo modo permarrebbe un’ambiguità per la fascia F3 in quanto, “mentre le ore notturne sono presumibilmente con assorbimento simile per tutti i giorni feriali e il sabato, le ore dalle 9 alle 23 della domenica e festivi hanno consumi in genere consistenti”. Per questo problema, la proposta di Gerbo è di “attribuire convenzionalmente a quest’ultimo slot temporale (che l’ingegnere ha nominato “F3 diurno domenica e festivi”) lo stesso assorbimento in F2 dei giorni feriali, eventualmente corretto di una certa percentuale”. Così facendo, “si può calcolare la quota di assorbimento F3 feriale, sabato e non diurno domenica e festivi per differenza dall’assorbimento totale in F3”.

Le nuove fasce sono quindi pensate così: F1, giorni feriali, orario lavoro; F2, giorni lavorativi colazione-sera e sabato diurno; F3, diurno domenica e festivi; F3, sabato, domenica e festivi notte.


Con questo nuovo punto di vista, indipendente dalla durata delle fasce orarie, l’utente potrebbe avere un quadro di “confronto sia delle differenze quantitative di assorbimento medio tra le fasce (utile a capire eventuali usi anomali)” che di quelle “in periodi della giornata usuali per il consumatore”. Ma anche, a seconda del tipo di utente e del relativo profilo di utilizzo degli impianti, “una comparazione del profilo stesso con i consumi di ogni fascia oraria”. E ancora, “una migliore valutazione di eventuali risultati di interventi di efficienza energetica (che di solito scaturiscono da uso di tecnologie valutate in base a potenza installata e non consumo energetico)”.

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