Acqua: Autorità per l’energia si oppone al minimo vitale

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Secondo Authority non esistono coperture per garantire acqua a tutti. L’Associazione CODICI attacca l’ente: “attività lobbistica”

Minimo vitale di acqua garantito a chiunque, anche a morosi e insolventi. È questa la novità principale inserita all’interno del collegato ambientale, in fase di discussione in questi giorni. Un intervento per certi versi necessario, alla luce di una crisi che ha sconvolto le famiglie e le ha rese spesso incapaci di provvedere anche al sostentamento dei bisogni di base, quale appunto l’acqua domestica. La cittadinanza è diventata più smaliziata e attenta alle opportunità proposte dal libero mercato; si informa maggiormente e pone le diverse tariffe luce e gas a confronto, alla ricerca di soluzioni in grado di abbattere i costi. Il disagio sociale, però, è spesso troppo forte e il provvedimento mira a fornire un sostegno a chi non è in grado di farcela con le sole proprie forze.

L’autorità si oppone al minimo vitale di acqua

Il collegato ambientale ha tuttavia trovato un oppositore forse inaspettato. Si tratta dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, la quale ha manifestato, tramite una lettera recapitata sia al Senato e sia alla Camera, la propria contrarietà all’iniziativa. Alla base del dissenso vi sono ragioni di carattere principalmente economico; secondo l’ente, infatti, non sarebbe prevista alcuna copertura stanziata dal Governo per garantire il minimo vitale di acqua a tutti e, pertanto, a coprire gli oneri toccherebbe ai fornitori privati del servizio.

Appare opportuno – ha evidenziato nella lettera l’Authority – limitare la garanzia del quantitativo di acqua, necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi , agli utenti che risultino in condizioni di documentato disagio economico”.

Opposizione anche sull’altro provvedimento

Oltre al minimo vitale di acqua, è in corso di valutazione anche l’altra iniziativa inserita all’interno del collegato ambientale. La proposta è quella di permettere il rapporto di fornitura diretto tra consumatori e fornitori, bypassando le spese di rete per un abbattimento dei costi fino al 50%. Anche qui, l’Autorità ha dato parere negativo, scatenando la reazione delle associazioni di consumatori, le quali fanno appello al ruolo dell’ente – quello di garante dei cittadini – violato in nome degli interessi dei privati.

L’attacco di CODICI

In prima linea contro la posizione assunta dall’Autorità per l’Energia si è posta l’associazione CODICI, tra le sostenitrici del provvedimento, che ha espresso senza mezzi termini la propria disapprovazione per la posizione assunta dall’Authority.

L’autorità – hanno dichiarato in coro Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI – ha finalmente calato la maschera. E’ palese come stia difendendo gli interessi degli operatori. E’ una vera e propria attività di lobbying che la nostra Associazione vuole denunciare”. 

“Inoltre – continuano – se, come si prevede, entreremo nel mercato completamente libero dell’energia, in virtù delle ultime norme varate dal governo Renzi per la cancellazione di quello tutelato, l’Autorità che ci sta a fare?”

Il minimo vitale di acqua per tutti e l’accumulo di energia tramite SEU rappresentano due importanti iniziative volte a migliorare le condizioni economiche delle famiglie italiane e la posizione assunta dall’autorità è, quantomeno, discutibile. Sarà importante verificare come la situazione evolverà nelle prossime settimane. Lecito, comunque, aspettarsi un braccio di ferro che difficilmente permetterà una risoluzione rapida della contesa.

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