CO2, una “mano” arriva dal mercato dell’usato

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Sostenibilità ed economia circolare sono gli elementi con cui l’Europa intende affrontare le sfide di COP 21. In questo scenario le strategie da mettere in campo sono molteplici. Un aiuto arriva dal mercato di seconda mano,  che permette di ridurre l’impatto della produzione e smaltimento dei materiali. Almeno questo è lo scenario che ci prospetta l’indagine realizzata da Schibsted Media Group nota in Italia come Subito.it.

La società che si occupa di gestione della compravendita di usato tra privati ha realizzato uno studio del settore rispetto l’impatto di CO2 i cui risultati sono molto interessanti.

L’indagine è parte del progetto “Second Hand Effect” che la multinazionale aveva avviato prima in una sola regione di attività la Norvegia. “Abbiamo esteso l’indagine sulle 5 regioni europee più grandi in cui siamo operativi (Italia, Francia, Spagna, Norvegia e Svezia)”, spiega Melany Libraro, General Manager di Subito.it, “esaminando non il numero di utenti unici ma valutando coloro che hanno dichiarato di aver venduto. In Italia abbiamo circa 8milioni e mezzo di utenti, il calcolo ha toccato il 52% di questo numero”.

Da questo dato è stata estrapolata una analisi dei settori merceologici e una valutazione dell’impatto per ognuno.

La macrocategoria Motori ha permesso il risparmio più elevato di CO2 nel 2015 con 2,7 milioni di tonnellate (10 milioni totali sui 5 paesi), seguita da Casa e Persona con 576.000 tonnellate (2,1 milioni totali), da Elettronica con 254.000 (650.000 totali) e da Sports & Hobby con 41.000 (170.000 totali).

Abbiamo calcolato l’impatto di CO2 del ciclo di vita degli oggetti da ‘nuovi’ e nel circuito dell’usato. Questo ha fatto sì che per l’Italia nel 2015 si siano risparmiate 3.4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente”, che di fatto vuol dire un quantitativo di anidrire carbonica risparmiata pari a 32 mesi di Milano e 10 mesi di Roma senza traffico.

Lo studio è stato realizzato dall’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) che ha calcolato la media della partizione dei materiali all’interno degli oggetti. Ad esempio, un divano o una sedia nella categoria “Arredamento e Casalinghi” sono mediamente formati da: 30% legno, 11% acciaio, 18% polipropilene, 20% poliuretano, 10% poliestere, 7% cotone, 3% pelle e 1% lana.

In Francia, un paese simile per abitanti all’Italia, l’impatto è stato valutato pari a 7,1 milioni di tonnellate”, evidenzia la General Manager di Subito.it, il che lascia sperare che il dato sin qui raccolto possa rappresentare solo l’inizio della potenzialità sostenibile del settore che comunque vanta su tutta l’aria studiata per il 2015 un risparmio complessivo di 12,5 milioni di CO2. Un quantitativo pari a 1.100 voli intorno al mondo a bordo di un Airbus 380, alle emissioni annuali di 1.5 milioni di europei e al blocco totale del traffico per 3 anni e 4 mesi nella città di Parigi.

La fiducia è molta tant’è che, ci rassicura Melany Libraro, “il prossimo step sarà estendere lo studio a tutti i paesi in cui operiamo, così da dare un’idea dell’impatto mondiale che ha il trade di seconda mano”.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.