La cucina a impatto zero arriva fino alle stelle… Michelin

Lo Chef Pietro Leeman porta nel suo ristorante stellato l'energia da sola fonte rinnovabile

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http://www.canaleenergia.com/rubriche/carbonfoodprint/la-cucina-impatto-zero-arriva-alle-stelle-michelin/Lo Chef Pietro Leemann porta la cucina stellata al 100% green. Dopo aver scelto di dedicarsi alla cucina vegetariana con il suo ristorante Joia, a Milano, il primo a meritare dal 1996 una stella Michelin, oggi sposa la campagna di LifeGate Energy per alimentare la sua attività da energia rinnovabile. “Non basta essere vegetariani se poi l’energia usata in cucina non è green al 100%”, spiega in una nota lo Chef “La cucina vegetariana come la penso io, invece, è molto colorata e si accosta spontaneamente all’idea dell’energia generata dagli elementi naturali. Considero importante che la cucina sia veramente green e che questa scelta sia condivisa dal maggior numero possibile di persone, così che tutti possano godere dell’ambiente e del cibo che meritiamo.”

Cibo ed energia un connubio inevitabile

Il cibo è energia, ma anche consumo di risorse primarie, come acqua e alberi e della stessa energia. Non a caso molti sposano scelte vegetariane (7,1 % della popolazione a essere vegetariana e l’1% vegana – Rapporto Italia Eurispes 2016) anche per ragioni di sostenibilità ambientale.

La Fondazione Barilla- Barilla Center for Food and Nutrition, ad esempio, sottolinea come l’abbandono delle culture asiatiche alla cucina vegetariana possa rappresentare un stress energetico e della risorsa idrica notevole per il pianeta.

Per produrre il cibo necessario ad una sola mucca servono 3 milioni e 6000 litri di acqua secondo il World Water Development Report (UN WWDR) 2015 “Water for a Sustainable World” delle Nazioni Unite. Dati sconcertanti se pensati nella prospettiva della grande distribuzione.

Quanta CO2 si può risparmiare con l’energia rinnovabile a tavola

LifeGate, basandosi sui dati della Fondazione, ha calcolato che una dieta vegetariana conduce a un risparmio annuo in termini di anidride carbonica non immessa nell’ambiente pari a 504 kg rispetto a una dieta onnivora. Un contributo significativo lo danno proprio i mezzi con cui si cucina: elettrodomestici, illuminazione e fonte di approvvigionamento. Se l’energia di cotture fosse di origine rinnovabile quindi, si risparmierebbero altri 1.380 kg di CO2 l’anno.

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