Un drink vista mare al sapore di efficienza energetica

Il progetto realizzato in Toscana, ha vinto il premio del Green Solutions Awards Construction 21, User's Choise

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Le foto di questo articolo sono di Stefano Muti e hanno partecipato al concorso fotografico di QE edizione 2018

Un bar ristorante vista mare dalle cui pareti scendono le piante tipiche della costa. Questo il progetto Reef Sansone, che ha vinto il premio del Green Solutions Awards Construction 21, User’s Choise, per l’Italia dedicato ai progetti architettonici più innovativi.

Il progetto, situato nella suggestiva spiaggia omonima all’Isola d’Elba nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è ora in gara per le finali internazionali. Il premio sarà assegnato nel corso  al COP24, la Conference of the Parties to the United Nations Framework Convention che avrà luogo a Katowice in Polonia.

Questo riconoscimento ci fa particolarmente piacere” spiega a Canale Energia l’architetto Massimiliano Pardi, perché è un premio di categoria che riconosce il successo delle scelte fatte su tecnologie e materiali scelti”.

Abbiamo realizzato una struttura efficiente dal punto di vista energetico e integrata nella natura circostante. Lo stesso rivestimento in legno si ossida e prende il colore del leccio, integrando ancora meglio la struttura nel paesaggio. La realizzazione dell’edificio invece, è avvenuta senza effettuare sbancamenti sul suolo esistente ed è sollevato da terra. Abbiamo realizzato il tutto su una struttura prefabbricata  puntiforme in acciaio, mentre la struttura secondaria è in legno lamellare. Tutto è montato a secco sia i solai che i muri e le strutture sono imbullonate”. In pratica se un giorno si rimuoverà rimuovere il ristorante non ci saranno alterazioni sulla costa di una delle spiagge definite dalla rivista di viaggi Traveler “tra le 12 più belle d’Italia”.

La struttura è dotata di tutti i confort di climatizzazione invernale ed estiva, acqua calda sanitaria e illuminazione. La classe energetica è l’A4 per 199,66 kWh7m2anno. I m2 utili climatizzabili sono 54,68.

Un immobile simile da attestato energetico avrebbe una classificazione A3 per 510,68 kWh/m2 annui. L’alimentazione è da rete, ma ha anche 1.200 kWh da fotovoltaico. Un esempio che unisce performance tecnologiche e sostenibilità dei materiali, biodegradabili o riutilizzabili in perfetta sintonia con i dettami dell’economia circolare.

Orto verticale alimentato dall’acqua piovana

L’orto verticale lungo le pareti e sulla terrazza invece è totalmente alimentato da un impianto a goccia attraverso il recupero delle acque meteoriche in un’apposita cisterna. Lo scarico dei bagni, gli unici che servono le due spiagge, è direttamente collegato alla fogna del campeggio. “In questo caso non è stato possibile integrare l’irrigazione autonoma per i bagni, perché sarebbero servite cisterne molto grandi visto il carico di lavoro dell’area (sono gli unici che servono due spiagge molto frequentate ndr.)”.

La coibentazione è in fibra naturale, i pacchetti dei solai e dei muri sono in fibra di legno mentre nei ponti termici sono stati usati materassini di lana di pecora la cui trasmittanza ci spiega l’architetto “è anche meglio della lana di roccia e di vetro”. Rispetto ai costi? “Il bio rispetto a 7-8 anni fa, quando il profilo energetico non era normato, è molto più competitivo anche sotto il profilo dei costi. Siamo passati dal 15-20% al 5%. Oggi si è obbligati a seguire determinate performance dove anche il petrolchimico costa di più”.

La bioedilizia spesso è una proposta dell’architetto

La crescita della bioedilizia è ancora in parte merito degli addetti ai lavori “Il cliente deve sempre essere invogliato dal professionista. In pochi arrivano già con l’idea di fare una costruzione bio, ma è tutta una questione di conoscenza di un’opportunità alternativa di costruire. Dalla mia esperienza ho visto come è cambiata la percezione sui pavimenti radianti. Anni fa li sponsorizzavo con fatica, oggi te li chiedono e li metti quasi sempre. Piacciono e portano a un alleggerimento del costo energetico, difatti basta avere un riscaldamento a 30/32° gradi invece che i 70° tipici di una caldaia tradizionale. Inoltre qui siamo sul mare il radiante asciuga meglio l’umidità della casa”.

Insomma innovazione dei materiali, impronta ecologica e sicuramente anche la location hanno portato questo bar ristorante sul mare a essere un esempio virtuoso di economia circolare in tutta Europa.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.