Tetti verdi, quali benefici per le città

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L’ultima pausa natalizia è stata scandita dalle notizie circa l’allarmante presenza di polveri sottili in aria, dichiaratamente dannose per la salute dei cittadini. Colpevoli, soprattutto, la larga presenza di automobili private e le fonti di riscaldamento domestico.

Per combatterla i sindaci delle grandi città hanno indetto e ripettuto le interruzioni del traffico: a Roma (l’ultimo stop annunciato per questa domenica), Milano e Napoli (l’ultima revocata dal Sindaco De Magistris per l’abbassamento dei livelli dannosi grazie ai fenomeni piovosi registrati nei primi giorni del nuovo anno) la circolazione alle automobili è stata più volte interdetta.

Tra le risposte al problema dell’inquinamento dell’aria figura una soluzione adottabile da tutti che prevede poche cure quotidiane e promette numerosi benefici: i giardini pensili. “Oltre a incrementare il valore dell’immobile, i giardini pensili sono una soluzione ottimale per risparmiare energia e fanno bene all’ambiente a fronte di costi contenuti se pensiamo che un metro quadro di giardino verde con piccole piante può costare tra i 100 e i 120 euro“, spiega Maurizio Crasso, Direttore della Divisione verdepensile di Harpo, azienda triestina operante nel green building.

Questi sistemi, a tutela della biodiversità, assumono l’aspetto di tappeti erbosi calpestabili, in alternativa o abbinamento alla pavimentazione di tetti e terrazzi, o coltivabili. Quest’ultima opzione consente di ricavare spazio per le attività orticolturali, sfruttando 20/30 cm di substrato (che è costituito, come spiegato in nota da Harpo, da materiale polveroso alveolare che presenta caratteristiche termiche intermedie tra gli isolanti e il calcestruzzo), e necessita di poca manutenzione: le cure risultano ridotte rispetto ai terreni tradizionali in quanto il substrato è ad alta fertilità, non forma fango, non si compatta e non richiede zappatura. Qui però bisgogna fare una distinzione: “Per un sistema estensivo a bassa manutenzione si può stimare un fabbisogno di manodopera tra i 2 e i 4 minuti al metro quadro all’anno, utili soprattutto per verificare la funzionalità degli scarichi, dell’impianto di irrigazione di soccorso e per eliminare eventuali infestanti – precisa Harpo a Canale Energia -. Negli intensivi, a queste operazioni si aggiungono le comuni pratiche agronomiche (ma di minore impegno, grazie alla elevata qualità dei substrati), includendo taglio dell’erba, potature, concimazioni ed eventuali trattamenti fitosanitari. In questo caso la manodopera si può stimare mediamente tra gli 8 minuti e i 15 minuti al metro quadro all’anno“.

I benefici di questi sistemi sono molteplici: stando a quanto dichiarato in nota da Harpo, riduzione delle polveri sottili in aria fino al 20% e fissaggio di sostanze nutritive dall’aria e dalle piogge, risparmi energetici fino al 30%, facilitazione del drenaggio delle acque meteoriche (alleggerendo il carico sulla rete di canalizzazione dell’acque bianche, incanalandole e rilasciandole progressivamente), isolamento termico dell’abitazione (grazie all’evaporazione dell’acqua e alla conversione di calore in energia chimica) e acustico (con l’insonorizzazione delle sommità degli edifici).

Il risparmio energetico, come sottolineato da Harpo, può “essere riferito a piccole case o a grossi condomini” o “a edifici abbastanza compatti in cui la superficie del tetto è dello stesso ordine di grandezza delle facciate. Chiaramente un verde pensile di superficie 400 mq su un grattacielo alto 100 m (8000 mq di facciate) avrà poca influenza sul risparmio energetico“.

E, in fatto di privacy, più riservatezza: offrono una barriera visiva aumentando l’intimità del proprio terrazzo.

Per le aree interessate da clima mediterraneo esistono delle soluzioni a maggiori prestazioni dal punto di vista del raffrescamento e migliore resistenza termica.

Ad oggi in Italia si contano 10 mln di metri di verde aereo e il Ministero dell’Ambiente ha equiparato la loro installazione agli altri interventi di riqualificazione edilizia prevedendo lo sgravio fiscale fino al 65%.

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