Tradizione, scienza e innovazione: i materiali della casa di paglia

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Ritornare alle origini, intingere dalle tradizioni e dai saperi dei propri avi immergendoli nella moderna quotidianità. La costruzione delle case di paglia offre l’opportunità di coniugare tradizione, scienza innovazione. Delle radici e del futuro del progetto ci parla Paolo Robazza, Project Manager di BAG, Beyond Architecture Group.

Architettura e sostenibilità: connubio che riavvicina l’uomo (metropolitano) alla natura?

Legno, paglia, terra, bambù e calce sono i più utilizzati nella storia delle costruzioni. Con la rivoluzione industriale si sono diffusi materiali come l’acciaio, il calcestruzzo, il vetro. Oggi c’è un ritorno ai materiali naturali poiché è evidente che sta crescendo un bisogno generalizzato di rientrare in contatto con la natura. In architettura, infatti, posso adoperare i materiali vergini più tradizionali, come il grassello di calce o la terra cruda, e, lavorandoli in maniera semplice, ottenere una grande durabilità dell’edificio e una maggiore qualità dell’aria interna.

Da dove arriva l’ispirazione?

Ci siamo ispirati al Nord America e al Nord Europa dove la paglia viene utilizzata abitualmente. All’inizio l’abbiamo sfruttata per realizzare velocemente abitazioni resistenti, leggeri, economiche e ben isolate dopo il terremoto de L’Aquila. A Roma ci è stata commissionata (ed è già abitata) una residenza privata nel quartiere Quadraro. L’uso dei materiali primari ci impone di recuperare quelle competenze che oggi stiamo perdendo: il nostro progetto punta a riscoprire questi saperi attraverso il confronto con gli esperti del campo.

Oltre alla paglia, usata per il tamponamento, quali sono gli altri elementi che compongono la vostra casa?

Non è l’unico materiale che dobbiamo utilizzare per realizzare un edificio naturale ed efficiente. Abbiamo bisogno di lavorare con il legno per costruire una struttura e un’anima solida ed elastica per resistere alle scosse sismiche e con intonaci di terra cruda piuttosto che di calce per il rivestimento esterno e interno delle pareti.

Così realizzata, l’abitazione è più economica della concorrente?

Il costo di costruzione è più basso rispetto agli standard: si parla di circa 1200 euro a metro quadro per la casa di paglia, rispetto ai 1700 di un edificio con le stesse prestazioni energetiche. Oltre ad essere più economica, sia in fase di costruzione che di impiego, è anche di maggiore qualità e più veloce da realizzare. Infatti gli edifici, in questo caso, si montano velocemente perché a secco, non hanno bisogno di essere sottoposti ai consueti tempi di asciugatura del calcestruzzo.

È possibile sfruttare gli elementi naturali per rendere la casa più efficiente?

La bioclimatica in questo lavoro è fondamentale: se la casa viene progettata rispettandone le regole è possibile eliminare le tradizionali forme di raffrescamento e riscaldamento. Valutando le peculiarità del territorio – come facevano i nostri nonni- posizionando adeguatamente le aperture, ombreggiando verso sud e sfruttando i venti dominanti, sarà possibile riscaldare gli ambienti utilizzando quasi esclusivamente la luce del sole e raffrescare senza l’uso di condizionatori.

In merito alla vivibilità, riesce a rispondere alle moderne esigenze degli inquilini?

Siamo abituati a vivere in case meno performanti, rispetto ai livelli di umidità e di isolamento; chi abita in una casa di paglia e legno percepisce subito la qualità dell’aria interna. Confrontata con le abitazioni tradizionali, questa casa rispetta maggiormente le esigenze dei propri inquilini.

Quindi questa tecnica può e potrà rispondere alla sempre maggiore attenzione delle persone verso l’ambiente?

In Gran Bretagna e negli Stati Uniti questa tecnica è molto diffusa. In Inghilterra questa combinazione paglia-legno è stata già adoperata per realizzare quartieri residenziali, scuole ed edifici pubblici. Ritengo che tale tecnica sia destinata ad espandersi perché oggi le persone si mostrano sempre più sensibili al risparmio energetico e sempre più consapevoli che per vivere bene occorre riavvicinarsi alla natura e rispettarla.

 

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.