Promuovere il dialogo virtuoso tra design e sostenibilità ambientale favorendo l’utilizzo del legno di tulipier americano. E’ la sfida lanciata dall’AHEC- American Hardwood Export Council che ha inviato, nell’ambito del progetto Replaced, 8 dei più importanti designer australiani a sostituire il legno che utilizzavano normalmente per le loro creazioni con questa tipologia di legname. Il tutto con l’obiettivo di realizzare degli oggetti di design funzionali ed ecosostenibili. 

Insieme a Roderick Wiles, direttore di AHEC per Africa Middle East, South Asia, Oceania, Adam Markowitz, uno dei designer coinvolti nel progetto, e Rupert Oliver, consulente di AHEC per questioni ambientali, abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi all’iniziativa e in generale al binomio design- sostenibilità ambientale.  

Qual è la genesi di questa iniziativa? Quali erano gli obiettivi che si volevano raggiungere?

Roderick Wiles – Molti designer affermano di adottare un approccio sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Noi ci siamo chiesti cosa significa concretamente un atteggiamento di questo tipo. Nello specifico il progetto valuta la modalità con cui un materiale (in questo caso il legno di tulipier) viene coltivato, gestito, raccolto e riesce a rigenerarsi, ma anche l’importanza di prestare attenzione, sin dalla fase di progettazione dei mobili, a questioni come il trasporto, e la scelta del materiale impiegato. Tutti questi elementi contribuiscono infatti a ridurre l’impronta di carbonio. Il nostro obiettivo era dimostrare che il design può produrre bellezza, senza provocare danni all’ambiente. In quest’ottica i progettisti sono stati incoraggiati a misurarsi con le potenzialità delle diverse variazioni naturali del tulipier riducendo al minimo gli sprechi. Siamo stati fortunati a collaborare con i migliori designer australiani studiando gli aspetti che rendono la progettazione sostenibile. Questi professionisti a loro volta hanno colto con entusiasmo l’opportunità di lavorare con noi.

Il nostro obiettivo era dimostrare che il design può produrre bellezza, senza provocare danni all’ambiente

 

Quali caratteristiche rendono il legno del tulipier un materiale sostenibile da un punto di vista ambientale? Perché la scelta di questa pianta ha implicazioni positive in termini di protezione ambientale?

Roderick Wiles – Una delle motivazioni è legata all’elevata capacità di rigenerazione delle foreste. Tutti i legni duri americani sono sostenibili e si rigenerano in modo naturale grazie al modo in cui vengono gestiti nelle foreste di latifoglie degli Stati Uniti. Il tulipier americano è un legno particolarmente prolifico e i dati di analisi delle scorte forestali degli Stati Uniti mostrano che lo stock di crescita di questa pianta è di 1,02 miliardi di metri cubi, il 7,7% del totale degli stock di latifoglie di tutto il Paese. In particolare questa pianta sta crescendo secondo un tasso pari a 32,5 milioni di m3 / all’anno mentre il raccolto è di 12,8 milioni di m3 all’anno. Il volume netto (dopo la raccolta), infine, aumenta di 19,7 milioni di m3 ogni anno. La crescita dei tulipier negli Stati Uniti supera il raccolto in tutti gli stati.

Quali sono i vantaggi che avete riscontrato in termini di consumi energetici e di generazione di rifiuti?

Rupert OliverNonostante la sua abbondanza questa pianta viene sottoutilizzata. La creazione di mercati più ampi per questo legname contribuirebbe a ridurre la pressione su altre specie di legno duro meno abbondanti in natura e aumenterebbe il ritorno finanziario legato a una gestione sostenibile delle foreste.

Ma vediamo alcuni aspetti legati nello specifico al progetto. Nonostante il trasporto dagli Stati Uniti in Australia del legno impiegato nelle diverse realizzazioni, l’intero processo ha un impatto minimo da un punto di vista delle emissioni di carbonio. Tutta la CO2 legata al trasporto e alla lavorazione dei tronco delle piante è stata infatti più che compensata dalla crescita della foresta.

Il calcolo dell’impronta di carbonio mostra, però, che una grande percentuale di emissioni associate ai progetti, si è verificata durante la fase di produzione in Australia. Le emissioni di produzione sono state particolarmente elevate a causa dai lunghi tempi di lavorazione delle macchine a controllo numerico ad elevata potenza (usate per attività di alta precisione) e all’impiego di combustibili fossili per la produzione di energia.

Nel complesso, i risultati evidenziano che, da un punto di vista ambientale, la preferenza di materiali locali rispetto a prodotti importati è stata molto meno rilevante, in ottica green, rispetto all’impatto delle operazioni di trattamento e gestione dei rifiuti e al mix energetico dei luoghi di lavorazione del materiale.

I prodotti realizzati dai designer sono infine tutti ben progettati e pensati per durare nel tempo: un tributo alle capacità dei progettisti e dei produttori e alla bellezza e alla resistenza del tulipier. La longevità di questi oggetti, in particolare, attenua significativamente il loro impatto ambientale. Questo perché diminuisce la necessità di sostituire l’oggetto a causa dell’usura. 

Come il suo progetto ha declinato concretamente il tema della sostenibilità ambientale?

Adam Markowitz – Il concetto alla base della mia sedia “Flear” era quello di usare il minor materiale possibile, pur garantendo comodità e robustezza. È stato un esercizio di leggerezza. Poiché sono sia un produttore di mobili sia un designer di mobili, la mia metodologia di progettazione si concentra sulla comprensione di come sia possibile sfruttare al meglio il legname. Il Tulipier ha uno dei più alti indici di resistenza al peso rispetto a qualsiasi altro legno, ciò mi ha permesso (lavorando a stretto contatto con i produttori di Evostyle) di  spostare un po’ i limiti di ciò che era possibile realizzare. Sono riuscito così a progettare una sedia estremamente leggera. La sedia Flea in legno di tulipier è così leggera che può essere sollevata con un solo dito, pur essendo abbastanza forte da sopportare facilmente il mio peso appoggiato su due gambe (e sono alto 190 cm). Ciò significa che avrà una vita utile estremamente lunga. Inoltre gli alberi di Tulipier sono in rapida crescita e compensano il materiale utilizzato. 

Qual è l’importanza di promuovere la sostenibilità ambientale già nelle prime fasi della progettazione? È un problema di cui i designer sono abbastanza consapevoli?

Roderick Wiles – La sostenibilità nel design deve essere una questione su cui ci deve essere maggiore consapevolezza. Non deve essere interpretato come una elemento svincolato da una precisa volontà del designer. I progettisti coinvolti nel nostro progetto sono consapevoli dell’importanza di considerare l’impatto ambientale dei lavori, ma, come tutti i professionisti di questo settore, stanno cercando di conciliare la tutela del pianeta con  l’adeguamento a un mercato sempre più competitivo. In questo contesto purtroppo il design “usa e getta” è più economico e risulta più popolare tra i consumatori. Questo professionisti sono desiderosi di conoscere meglio il significato della vera sostenibilità ambientale e di apprendere modalità più efficaci di produzione e progettazione sostenibile. Tutto questo con l’obiettivo coniugare al meglio, nelle loro realizzazioni, il rispetto dell’ambiente e l’efficacia a livello commerciale. 

Il fatto di aver coinvolto nel progetto artisti del calibro di Jon Goulder e Adam Goodrum, probabilmente i designer di mobili di maggior successo in Australia, ha fatto sì che il tema della sostenibilità nel design suscitasse l’attenzione della comunità dei professionisti del design in Australia.

Adam Markowitz – Nonostante i progettisti siano altamente consapevoli delle questioni legate alla sostenibilità ambientale e le considerino un mezzo importante per testare il valore di un progetto, le azioni intraprese in quest’ambito spesso si traducono solo in modifiche effettuate a progetto ultimato. In sostanza le modalità con cui il progetto può diventare più sostenibile dal punto di vista ambientale vengono analizzate solo in un secondo momento rispetto alla fase di progettazione vera e propria. Questo modus operandi risulta inefficace per garantire che un prodotto sia integralmente sostenibile, in quanto manca quella che si può definire una progettazione mirata. 

Inoltre a volte capita che i prodotti siano realizzati con il solo obiettivo di soddisfare uno stile o un trend passeggero, per poi essere eliminati una volta che la moda è passata. In quest’ottica, anche se un prodotto è concepito come sostenibile, il suo essere legato a mode passeggere fa sì che la sua realizzazione sia comunque uno spreco di risorse. Se invece la sostenibilità ambientale diventa fin dall’inizio un elemento che permea l’intero progetto, i risultati saranno più significativi e non risulteranno uno mero strumento di marketing. 

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