Il ruolo dell’architetto paesaggista per una città efficiente e sostenibile

Pubblicato il "Manifesto per la Rigenerazione Urbana" al termine del Congresso Nazionale Architetti pianificatori e paesaggisti

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case antisismiche
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Gli architetti pianificatori e paesaggisti fanno sentire la loro voce e propongono una legge sull’Architettura per mantenere alta la competitività delle città italiane. Recupero e sostenibilità le chiavi per affrontare in ottica smart ed efficiente la dimensione città.
Un incontro che sottolinea anche la necessità dello sviluppo culturale per favorire uno crescita urbana sostenibile motivo per cui, dagli architetti è emersa la richiesta di una “Legge per l’Architettura”.

Il Congresso sottolinea la considerazione dell’art.9 della Costituzione Italiana – la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione e promuove la cultura e la ricerca – come legittimazione della introduzione di una normativa adeguata sul settore.

Sostenibilità e competitività nel Manifesto degli architetti pianificatori e paesaggisti

Un “programma nazionale di rigenerazione urbana” come alternativa “virtuosa alle espansioni incontrollate e all’ulteriore consumo di suolo”.

Questa la richiesta che emerge dal Manifesto approvato al termine del Congresso nazionale degli architetti pianificatori e paesaggisti “Abitare il Paese, Città e Territori del Futuro Prossimo” tenutosi i primi di luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma (5-7 luglio).
Nel Manifesto emerge il ruolo che questa categoria può svolgere per rispondere alla competizione tra le città che si è aperta in Europa e nel mondo “per tentare di offrire un’alta qualità di vita e di lavoro”.

Uno scenario che vede un urgente bisogno di una “politica pubblica nazionale lungimirante per superare l’inadeguatezza della strumentazione urbanistica” sempre dal Manifesto.

L’immagine sociale dell’architetto visto dagli italiani

Il ruolo sociale dell’architetto è ribadito da una indagine svolta da Makno per il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori i cui risultati sono stati diffusi in occasione del Congresso.
Una figura ben presente nell’opinione pubblica sia come conoscenza del ruolo (61% conosce bene o molto bene – sopra 7) che per riconosciuto valore (79%).
Le qualità vincenti (citate dal 50%) sono: creatività e capacità di relazione con il sociale. Mentre per il 63% degli intervistati svolge un ruolo di “artefice del futuro della città” con una visione di lungo periodo “che interpreta e dà soluzioni ai bisogni della gente, assicurando funzionalità ed efficienza in un contesto che sa fare dell’estetica un elemento della qualità urbana”.

Tra i principali risultati è emerso il ruolo dell’architetto come “cruciale per disegnare lo sviluppo economico e sociale del Paese, al pari di quelle caratterizzate, nell’immaginario collettivo, da un maggior sapere tecnologico”. Ma anche un rifiuto del termine archistar che offusca le reali prerogative della figura.

Promotore e garante della bellezza del paesaggio urbano, diventa fautore della competitività della città, cogliendo l’evoluzione del contesto.
Tutti elementi che il Manifesto per la Rigenerazione Urbana pubblicato al termine della Conferenza, si propone di diffondere e valorizzare anche sotto il profilo normativo.

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