Gli edifici con una struttura portante in legno registrano una forte crescita. E’ un mercato in grande espansione”. A tracciare un quadro dell’utilizzo del legno in edilizia è Alberto Cavalli, dell’Area Tecnica Legno Strutturale di Conlegno, che ha approfondito con il nostro sito le nuove certificazioni proposte dal Consorzio per il settore. Si tratta in particolare del protocollo S.A.L.E.+, evoluzione della precedente certificazione S.A.L.E. e della Valutazione Tecnica Europea (ETA) per il “perlinato strutturale. Due strumenti pensati per promuovere la diffusione di edifici a struttura portante in legno e più in generale l’utilizzo di questo materiale nel settore delle costruzioni.

Partiamo dalla certificazione S.A.L.E.+ quali sono gli obiettivi di uno strumento di questo tipo?

L’obiettivo è quello di identificare tra le aziende già in possesso della certificazione S.A.L.E. quelle che, nella loro attività, hanno realizzato edifici multipiano residenziali e terziari di almeno 4 piani fuori terra con strutture portanti in legno. Si tratta quindi di aziende che possono dimostrare di avere maturato un’esperienza importante nell’affrontare edifici di grandi dimensioni. S.A.L.E.+ è uno strumento che certifica l’eccellenza, quindi non ci saranno tantissime aziende che riusciranno a raggiungere questi livelli.

Quali sono in particolare gli standard tecnici richiesti ?

Il primo requisito è il fatto che abbiano ottenuto la certificazione S.A.L.E. Già questo è una garanzia di affidabilità e di rispetto della normativa.  Poi bisogna aver costruito 6 edifici con 4 o più piani dotati di struttura portante in legno oppure 3 edifici con almeno 4 piani furori terra e tre coperture con luce libera oltre i 20 metri.  Oltre a questo gli edifici devono avere due degli elementi che vado a elencare: un ufficio tecnico di progettazione interna, la produzione interna e delle proprie squadre di montaggio. Si richiede dunque alle aziende di avere un certa strutturazione. Non stiamo parlando quindi di piccole realtà.

Il protocollo permette inoltre ai committenti dei costruttori qualificati di accedere a specifiche linee di mutui per il settore delle costruzioni in bioedilizia. Può darci qualche dettaglio in più?

Il banco BPM riconosce la certificazione S.A.L.E.+ e  la richiede per rilasciare determinati prodotti bancari per la costruzione di edifici multipiano di grandi dimensioni. In sostanza il banco BPM riconosce che le aziende targate S.A.L.E.+ sono aziende affidabili e valuta  questo elemento come garanzia  su edifici di grandi dimensioni. 

Passiamo alla Valutazione Tecnica Europea (ETA) per il “perlinato strutturale  realizzata insieme ad Assolegno e all’Organismo di Valutazione Tecnica Exova BM Trada. Quali elementi prende in considerazione?

Tutti i prodotti da costruzione, compresi quelli a uso strutturale, per poter essere messi in commercio in Italia e in Europa devono essere marcati CE. La marcatura avviene per conformità a una norma europea, se esiste, o in base a una valutazione tecnica europea. Il perlinato strutturale è un tavolato lavorato con un profilo a incastro maschio-femmina non coperto da nessuna norma europea e non può essere marcato CE. Non può essere, inoltre, utilizzato a livello strutturale né in Italia né nel resto d’Europa. Per ovviare a questo problema, visto che è un prodotto richiesto dal mercato, il consorzio ha avviato una valutazione tecnica europea. In sostanza sono stati messi insieme una serie di dati , di informazioni e di soluzioni sottoposti poi all’Organizzazione Europea per la Valutazione Tecnica (EOTA) che ha dato il suo benestare. Le aziende che aderiscono  alla valutazione ETA potranno marcare CE e mettere in commercio il perlinato per uso strutturale. Saranno le uniche aziende d’Europa a poterlo fare a livello nazionale e comunitario.

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