Ritardati pagamenti nel settore gas: l’AGCM apre un’istruttoria nei confronti di Hera

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Mai come nei periodi di crisi è richiamata l’importanza della puntualità nei pagamenti, soprattutto di quelli delle stazioni appaltanti e della pubblica amministrazione, soprattutto quando si tratta di importi economici consistenti. E, si potrebbe aggiungere, soprattutto in pendenza di gare di concessione degli ambiti, in cui la capacità finanziaria potrebbe avere un’importante rilevanza.

Le modifiche del 2012 al D.Lgs. 231/2002 hanno introdotto termini stringenti per i pagamenti: trenta giorni. La legge stabilisce a quali soggetti si applica e specifica casi particolari. Tuttavia il principio generale fissato è che i pagamenti devono avvenire entro trenta giorni da quando legittimamente richiesti e che i destinatari di questa disposizione sono le stazioni appaltanti che applicano, per bandire le gare, il codice degli appalti.

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha riscontrato che Hera applica un termine di pagamento di centoventi giorni “dalla fattura fine mese” e che ritiene tale termine vantaggioso per gli appaltatori, considerando che, sempre secondo Hera, “tale termine è significativamente inferiore al termine che si riscontra nella prassi esistente in materia di pagamenti da parte di soggetti pubblici, pari a centottanta giorni”; naturalmente quest’ultima considerazione è ampiamente contestabile.

L’apertura dell’istruttoria del procedimento AGCM, che terminerà il prossimo ottobre, potrà finalmente chiarire quali siano i corretti termini di pagamento per gli appalti nel settore gas. Il caso specifico riguarda la fornitura di smart meter gas, ma il precedente potrà aprire una breccia su tutte le forniture con analoghe caratteristiche e che sono bandite con l’applicazione del codice degli appalti.

Leggi il provvedimento che apre l’istruttoria Anitrust pubblicato il 29 marzo 2016 sul bollettino AGCM.

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