Delibera di acqua e calore: il pantano Italiano

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contatore direttoL’intervista fatta a Roberto Cattaneo Servizi legali di Federazione ANIMA/Confindustria vuole approfondire le disposizioni normative che oggi regolano produzione e messa in servizio degli strumenti di misura a seguito della firma per la delibera acqua e calore avvenuta lo scorso novembre. Inizia con questa intervista il contributo peridodico di ACISM su Canale Energia.

 

È di pochi giorni fa la notizia che il ministero ha finalmente firmato la delibera di acqua e calore, cosa rappresenta questo per il comparto industriale?

Il provvedimento è diventato sostanzialmente definitivo quando è stato restituito al MiSE dalla UE, in seguito alla procedura d’informazione conclusasi nel maggio 2013. La firma, che rappresenta un passaggio fondamentale nell’iter burocratico del provvedimento, segna l’inizio dell’attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, via necessaria affinché il decreto diventi obbligatorio. Stiamo subendo in prima persona il peso burocratico molto forte. Agli anni necessari per l’elaborazione del testo sono seguiti sei mesi per la conclusione dell’iter di pubblicazione.

Secondo lei quali sono i prossimi passi da compiere nel settore, dando uno sguardo anche a cosa accade in Europa e alle nuove sfide industriali che intercorrono sul piano globale?

È difficile paragonare la situazione italiana con quella degli altri paesi europei per una ragione: negli altri stati il controllo dei misuratori di acqua e calore MID veniva già eseguito a livello nazionale su tutti gli strumenti per calcolarne la vita utile. Nei paesi comunitari la cultura dei controlli metrologici legali per i misuratori di acqua e calore fa parte di una normale consuetudine: è noto che gli strumenti si usurano, non misurano più correttamente e devono subire controlli e sostituzioni periodiche. In Italia, invece, quella che può sembrare una considerazione banale appare come una nuova scoperta. ACISM dovrà lavorare per divulgare le informazioni relative al provvedimento e promuovere il controllo dei misuratori di acqua e calore installati non conformi alla MID (che sono la maggior parte) per una regolamentazione della misura dell’acqua per uso agricolo. É utile ricordare che i misuratori ad oggi installati, tra cui quelli per il controllo dell’acqua nel comparto agrario, non sono soggetti – né lo saranno – ad alcun controllo se non verrà emanata una norma dedicata. La prossima sfida consiste nell’introdurre sistemi di misura teleletti che potranno raccogliere dati sia dei consumi di gas sia di acqua e calore.

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