Accreditamento, verifiche periodiche, controllo di mercato

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Il nodo da sciogliere è ancora in attesa di risposta. L’articolo 3, comma 4 del dm 75/2012 prevede la possibilità di “uniformare su tutto il territorio nazionale le procedure tecniche da seguire nei controlli successivi e di meglio specificare le prescrizioni dello stesso dm 75/2012”

Questa possibilità è di competenza ministeriale, tuttavia il Ministero non ha ancora ritenuto di dover implementare la disposizione, che risulta attuata solo per i distributori di carburanti, tra le dieci categorie degli strumenti Mid.

La mancanza di una uniformità delle procedure tecniche di controllo ha come conseguenza ovvia e diretta, la diversità delle procedure adottate dai soggetti che sono stati legittimati all’esecuzione di operazioni fondamentali per determinare l’affidabilità nel tempo degli strumenti di misura del gas.

Quindi non tutti i controlli sono identici, non tutti i soggetti, seppur legittimati a operare (art. 14 dm 75/2012), eseguono le operazioni di verifica in modo identico.

Saranno gli eventuali controlli sul mercato, operati dalle CCIAA, a verificare come si sono comportati gli operatori durante l’esecuzione della verificazione periodica degli strumenti.

In questo quadro, quindi, la valutazione del comportamento e della professionalità che le imprese sono in grado di attestare è fondamentale se si intende mantenere elevato il livello delle operazioni di controllo degli strumenti per la misura del gas. La mancata attuazione dell’articolo 3 lascia aperta la possibilità di interpretare in molti modi le procedure tecniche di controllo.

Le prassi adottate da ciascun organismo potrebbero costituire un criterio selettivo di scelta per gli utenti metrici, fino a che non saranno unificate.

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