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Risparmio energetico e rispetto ambientale obiettivi del progetto Sardegna CO2.Zero (1a parte)

Con la sottoscrizione del “Patto dei Sindaci”, firmato lo scorso giugno dal presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci, la Regione si è impegnata davanti alla Commissione Europea a coinvolgere nel progetto Sardegna CO2.Zero i 377 comuni dell’isola. Tra gli obiettivi la sostituzione delle tradizionali fonti energetiche con energia prodotta da fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni di CO2 incrementando invece la produzione di energia pulita, con l’intenzione di arrivare alla soglia produttiva del 35% di energia pulita entro il 2030.
Per la realizzazione di Sardegna CO2.Zero la Regione metterà a disposizione delle amministrazioni locali risorse finanziarie, per intraprendere campagne d’informazione rivolte ai cittadini; istituire dei master per creare nuove figure professionali e infine per sovvenzionare progetti volti al contenimento dei consumi energetici fossili.
Per l’impatto che il progetto avrà sull’economia dell’isola, ha sottolineato Cappellacci, “rappresenta una vera e propria svolta” a partire dalle aree coinvolte: agricoltura e turismo, nonché un’irripetibile occasione per evitare la delocalizzazione del patrimonio sardo e per “creare nuova impresa e nuovo lavoro e allo stesso tempo promuovere uno sviluppo che migliori la qualità della vita dei Sardi e che sia rispettoso del nostro straordinario patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e identitario”.
Coordinatore di Sardegna CO2.Zero è Andrea Prato con cui abbiamo approfondito le tappe e gli obiettivi del progetto.

Dottor Prato può spiegarci in cosa consiste il progetto?

"Il progetto Sardegna CO2.Zero ha come obiettivo la riduzione delle emissioni di CO2.
La Sardegna è stata la prima regione italiana a intraprendere il progetto Smart City, coinvolgendo le amministrazioni comunali nella direzione dello sviluppo di energie rinnovabili, come opportunità ambientale e imprenditoriale per il lancio del nostro territorio e della nostra economia, che come quasi tutta l’economia del centro e del sud, sta attraversano un momento difficile.
Da tempo siamo impegnati su questo fronte, prima con il referendum sul nucleare e poi col Patto dei Sindaci, dimostrando chiaramente la nostra voglia e la necessità di un cambiamento.
Attualmente al progetto Sardegna CO2.Zero hanno aderito 200 comuni, che possiamo definire anche comunità pioniere, tra questi alcuni sono comuni di dimensioni consistenti, altri sono invece aggregazioni di comuni; tutti ci hanno dato la possibilità d’intervenire sui loro piani energetici per azzerare le emissioni e puntare sulle rinnovabili. Per rendere efficaci queste iniziative vogliamo abbandonare gli interventi occasionali e gettare le basi per un’attività sistemica".

Il progetto è partito a giugno dello scorso anno, oggi a che punto siamo?

"Dopo aver pubblicato il bando del progetto, verrà stilata una graduatoria dei comuni che hanno deciso di aderire, da quel momento i comuni avranno sette mesi di tempo per presentare i loro progetti sui piani energetici. Sulla base delle progettazioni verranno distribuiti finanziamenti e contributi per realizzare quanto proposto. In quest’ultima fase giocano un ruolo fondamentale le istituzioni, tra cui l’Enel".

In Sardegna le realtà comunali hanno caratteristiche molto diverse. Come si è risusciti a conciliare le differenti esigenze dei comuni che hanno preso parte al progetto?

"Questa operazione è stata preceduta e accompagnata da una massiccia campagna di sensibilizzazione del territorio: è stato organizzato un incontro territoriale in ogni provincia - in quattro di queste c’è poi stato un richiamo ulteriore - per un totale di dodici incontri. Durante questi confronti erano presenti tutte le amministrazioni comunali e provinciali, che sono state incentivate a presentare la domanda di partecipazione al progetto. Complessivamente sono state raccolte 200 domande, un numero che crediamo possa continuare a crescere.
Duecento domande sono una cifra importante che segna un successo senza precedenti dal momento in cui in Sardegna ci sono 377 comuni. La campagna di sensibilizzazione ha svolto una funzione rilevante, ha suscitato grande aspettativa e ha stimolato il desiderio nuovi progetti, ma ha anche influito il premio che abbiamo messo in palio per le prime 20 comunità pioniere classificate.
Posizionarsi tra le prime 20 comunità significa avere la possibilità di accedere al Fondo JESSICA1, che permetterà il sostegno dei progetti con finanziamenti a tasso agevolato, quasi zero. L’accesso al Fondo prevede l’uso dei finanziamenti per progetti legati al risparmio energetico, alla produzione di energia pulita e alla mobilità elettrica".

Come verranno realizzate in concreto queste innovazioni? Si baseranno sui progetti presentati?

"Per la realizzazione dei progetti, puntiamo molto e incoraggiamo l’interazione tra pubblico e privato. Verranno premiati i progetti che integrano varie amministrazioni, attivando partnership private nell’ottica di piani di cofinanziamento e di programmi di projet financing che, proponendo la collaborazione tra mezzi pubblici e privati, consentono l’aumento delle risorse a disposizione".

 

1. Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas, una proposta che vede coinvolta la Commissione Europea, la Banca Europea degli Investimenti (BEI) e la Banca del Consiglio d’Europa (CEB - Council of Europe Development Bank).

continua...