La materia “energia” è diventata materia concorrente con la riforma costituzionale del 2001, la Regione Umbria si è, quindi, dotata di un Piano Energetico nel 2004 (approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n° 402 del 21 luglio 2004, BUR Umbria n. 35 del 25 agosto 2004).
Il PER è stato predisposto dall’Università di Perugia, su istruzioni del Servizio Energia della Regione, al fine di integrare e portare a compimento un percorso intrapreso nel 1997 con l’affidamento ad ENEA dell’incarico di una prima stesura del P.E.R.. a cui fecero seguito ulteriori approfondimenti eseguiti dall’I.S.R.I.M. di Terni.
In termini di bilancio energetico l’Umbria si caratterizza per il deficit sia di energia elettrica sia di fonti energetiche fossili. Solo negli anni 2004 – 2006 si è avuto un bilancio di energia elettrica positivo. Una ulteriore caratterizzazione dell’Umbria, evidenziata nel bilancio energetico, è data dai consumi elettrici del settore industriale che sono più alti della media nazionale, mentre in tutti gli altri settori i consumi sono sotto le medie nazionali.
Le conclusioni del PER individuano nelle seguenti azioni il fulcro di una politica energetica per lo sviluppo sostenibile:
- ricerca della più elevata efficienza sul piano dell’offerta tradizionale;
- gestione della domanda, orientandola alla efficienza energetica e all’innovazione;
- diversificazione di fonti e mercati di approvvigionamento;
- estensione del ricorso alle fonti rinnovabili;
- aumento del ricorso a formule di incentivo all’innovazione.
L’aggiornamento del PER, previsto nelle linee programmatiche dell’attuale governo regionale e nel DAP 2011, è reso necessario anche alla luce degli obiettivi posti dal “burden sharing” che impegna le regioni a raggiungere livelli di utilizzo delle fonti rinnovabili sul proprio territorio e nello stesso tempo rispettare esigenze ambientali e paesaggistiche.
Un primo passo in tale direzione sono state l’approvazione della Deliberazione della Giunta Regionale n° 903 del 29 luglio 2011 “Strategia regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili 2011-2013” (BUR Umbria n° 34 del 5 agosto 2011) e l’approvazione del Regolamento Regionale n° 7 del 29 luglio 2011 “Disciplina regionale per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili” (BUR Umbria n° 34 del 5 agosto 2011).
Molto sinteticamente le linee di indirizzo regionali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, tenendo conto delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio regionale, perseguono i seguenti obiettivi:
– Limitare la diffusione in area agricola di impianti fotovoltaici a terra;
– Favorire l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici, aree di pertinenza, infrastrutture;
– Contemperare l’installazione di impianti eolici con le esigenze di tutela del paesaggio;
– Favorire il recupero di piccole antiche derivazione per la produzione di energia idroelettrica;
– Favorire l’installazione di impianti di produzione da biomasse in assetto cogenerativo;
– Determinare, per gli impianti a biomassa, la distanza di provenienza delle biomasse, e la distanza dagli abitati, le regole di progettazione a garanzia della qualità dell’aria;
– Favorire lo sfruttamento delle risorse geotermiche conosciute e promuovere la ricerca di nuove risorse.
In termini di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili l’obiettivo minimo al 2013 è un incremento, rispetto al 2011, di 205 GWh così ripartito: 60 GWh fotovoltaico, 20 GWh idroelettrico, 15 GWh geotermico, 70 GWh biomassa, 40 GWh eolico.
Come evidenziato nei documenti della Regione Umbria questi obiettivi sono soltanto un primo passo che dovrebbe consentire l’avvicinamento a quanto previsto dal “burden-sharing” per il 2020; la strategia regionale, a tale fine, troverà attuazione attraverso le seguenti azioni: semplificazione amministrativa, disciplina per l’installazione degli impianti, premialità, azioni di coordinamento, accordi di programma, incentivi, promozione della certificazione energetica ed ambientale, controllo dell’attuazione.
Tuttavia per il raggiungimento degli obiettivi del burden-sharing è fondamentale il contributo del risparmio di energia e dell’efficienza energetica anche in considerazione del fatto che questi tipi di interventi, a differenza di tutte le fonti energetiche (rinnovabili comprese), comportano impatti ambientali “positivi”.
Autore: Rosilio Pallottelli, ENEA CCEI dell’Umbria
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| BER Umbria | 546.09 KB |