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Mobilità a metano, benefici ambientali e timori regolatori

Lo sviluppo della mobilità sostenibile grazie al metano assicura benefici economici e ambientali. Le analisi e i progetti per la Capitale in un convegno a Roma con istituzioni, operatori e associazioni

Il futuro è elettrico e rinnovabile. Nell’attesa di arrivare alla maturità tecnologica e infrastrutturale necessaria, però, il metano risulta essere la soluzione nel campo residenziale e soprattutto dell’autotrazione con i maggiori vantaggi dal punto di vista economico e ambientale: nel primo caso, ciò è dovuto a vari fattori che comprendono la maturità e la diffusione del settore, da un punto di vista tecnico e industriale; nel secondo caso, invece, molte delle potenzialità si poggiano sugli effetti che la rivoluzione dello shale gas sta avendo (e si presume possa ancora avere) sui mercati e sul costo del gas internazionale, oltre alle opportunità offerte dalla filiera del biometano.

Ciò è quanto emerge dalle riflessioni fatte nel corso del convegno “Trasporti a gas naturale per la mobilità urbana sostenibile”, organizzato il 4 aprile in Campidoglio da Assessorato all’Ambiente, AIEE, CIRPS e Osservatorio Ambientale di Roma Capitale; e moderato dal giornalista Diego Gavagnin.

Alcuni dati sulla mobilità sostenibile a metano sono stati forniti da Gian Piero Joime, Segretario generale dell’Osservatorio Ambientale di Roma, che ha aperto il focus di analisi sulle strategie di mobilità sostenibile nella città della Capitale. Secondo i dati Eurostat e Cittalia – Anci 2010, la media europea si attesta sui 470 veicoli ogni 1000 abitanti, rispetto ai 444/1000 negli Stati Uniti e i 450/1000 in Giappone, mentre l’Italia registra 600 vetture ogni mille abitanti. Sul piano nazionale, Roma conta 708 vetture ogni mille abitanti (seconda città dietro Catania), che diventano 840 su mille se si considerano anche i motocicli; con una media di 253.000 nuove immatricolazioni annue negli ultimi sei anni. Dunque, su un parco auto nella Capitale di circa 1.900.000 veicoli (al 2009, dati Aci), sono pressappoco 5.800 (0.3%) quelli a metano. Inoltre, i distributori localizzati nel territorio di Roma sono 20 su 800 nazionali (per fare un esempio: Ancona 28, Bologna 26 e Rovigo 21).

Sulla base di queste indicazioni e dei dati d’inquinamento delle varie tipologie di carburanti, comprese le prestazioni del metano, il Comune di Roma sta sviluppando una strategia di mobilità sostenibile che ha visto il 3 aprile la firma del protocollo tra Amministrazione capitolina, Enel e Acea per lo sviluppo della mobilità elettrica; e, a distanza di 24 ore, il convegno citato che, oltre le analisi, ha lanciato il progetto di una stazione di rifornimento per taxi elettrici (con produzione da fotovoltaico) e a metano, in un’area ritenuta strategica per la mobilità delle vetture pubbliche, nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino.

Per approfondimento vedi le interviste video al presidente della Cooperativa taxi 3570 Lorenzo Bittarelli e all’assessore all’Ambiente di Roma Marco Visconti, raccolte nel corso dell’evento.

I benefici ambientali del metano per la mobilità urbana sono stati descritti dal presidente dell’Associazione Italiana Economisti dell’Energia, Edgardo Curcio, che ha sottolineato come Roma sia “una delle città con il tasso di inquinamento atmosferico più elevato del nostro Paese, soprattutto a causa del trasporto stradale”, che emette “circa il 50% del totale delle polveri sottili e l’80% degli ossidi di azoto della città”, a fronte di una mobilità a metano che offre “l’assenza di zolfo, le più basse emissioni di CO2, NOX, COVNM e la quasi totale assenza di emissioni di particolato, di IPA e benzene”, rispetto ai carburanti tradizionali. Nella sua descrizione, il presidente di AIEE ha illustrato come, allo stato attuale, “se avessimo un 30% di autobus a metano sul totale del parco romano, avremmo circa il 25% in meno delle emissioni inquinanti”.

Le maggiori perplessità per una rapida diffusione della mobilità pubblica a metano sono state rimarcate in riferimento alla necessità di allargare notevolmente la rete di distribuzione e rispetto alle difficoltà burocratiche e normative di settore. In particolare, Paolo Vettori, presidente Assogasmetano, dopo aver rimarcato il ritardo italiano rispetto a paesi già  pronti a intensificare l’uso del metano (come gli Stati Uniti), ha espresso preoccupazione per un’eventuale politica delle accise che possa coinvolgere anche il metano come carburante, al pari di quanto avviene per i combustibili tradizionali.

Per approfondimento su sviluppo della mobilità a metano e accise vedi lintervista video al presidente di Federmetano, Dante Natali.