Tra ricerca e progetti all'estero, il nostro Paese continua a esprimere eccellenze industriali in materia di nucleare, di cui si è parlato durante una giornata studio organizzata dall'Associazione Nucleare Italiana (Roma, 10 maggio)
Il disastro di Fukushima ha portato alla ribalta la questione dell’energia dell’atomo. Il vigente quadro giuridico e regolamentare in materia di sicurezza degli impianti nucleari va ripensato. La direttiva 2009/71/EURATOM stabilisce il principio per cui ogni Stato membro risponde della sicurezza nucleare dei propri impianti.
In Europa, dove si registra con il 24% il più alto tasso di contribuzione del nucleare alla generazione di energia elettrica, dei paesi che producono energia dall’atomo, solo la Germania ha annunciato il phase out dei propri impianti entro il 2022. Lo spegnimento di otto impianti ha determinato in soli 7 mesi, un innalzamento medio del prezzo dell’energia di circa cinque euro/MWh, del prezzo della CO2 di 1,9 euro/MWh e un incremento delle importazioni energetiche in Germania del 51%. Tutti costi che si rifletteranno sull’intero continente.
Il nucleare resta un tema aperto. L'occasione per riparlarne si è creata nel corso di una giornata studio organizzata da AIN (Associazione Nucleare Italiana), il 10 maggio scorso a Roma. Enti di ricerca, università e imprese si sono confrontati su innovazione, sviluppo economico, sostenibilità degli approvvigionamenti energetici e decomissioning.
Circoscrivendo l'argomento al nostro Paese, gli italiani con il referendum hanno scelto di non servirsi del nucleare come fonte di approvvigionamento energetico. Gli operatori elettrici, l’industria, i centri di ricerca e le università continuano però, in modo diretto o attraverso alleanze internazionali, a essere presenti nel settore del nucleare, gestendo centrali operative, progettando e costruendo impianti (in particolare quelli di terza generazione).
“L’Italia non ha smesso di essere un Paese ‘nucleare’”, commenta Enzo Gatta, presidente dell’AIN. “È presente nella ricerca europea ed è protagonista di un programma di bonifica ambientale. L’industria e gli operatori energetici nazionali sono impegnati nei programmi nucleari all’estero”.