Si chiama Connected Urban Development ed è un progetto Cisco che applica i sistemi Ict al mondo dei trasporti e della mobilità, affrontando alcuni dei problemi più grandi della società moderna: l'eccesso di auto, la congestione del traffico e l'inquinamento. Un'iniziativa bissata da molti, come nel caso di IBM, impegnata nello sviluppo e nella vendita di sistemi di controllo per rendere i trasporti più intelligenti ed efficienti.
In questo senso, si è sviluppato già da tempo il sistema del “car sharing” (veicoli on-demand), evolutosi oggi nel “peer-to-peer car-sharing”. Pionieri in questo senso gli Stati Uniti, dove RelayRides e Getaround stanno facendo mercato permettendo a privati proprietari di veicoli di affittare le loro auto quando sono ferme e inattive. Uno specifico software, infatti, consente a chiunque con uno smartphone di trovare un veicolo vicino a noleggio.
Il sistema, affiancato alla diffusione dei mezzi elettrici, potrà sviluppare la mobilità sostenibile all'interno di città sempre più smart cities. Un'esigenza dettata anche dai dati sui veicoli circolanti: più di 1 miliardo tra auto e camion su strade a livello globale, in aumento dai 980 milioni del 2009 e previsti al raddoppio entro il 2020. Gli Stati Uniti vantano la più alta densità di automobili e camion (uno ogni 1,3 persone), ma il loro 1% annuo di crescita è poca cosa rispetto a Cina, India e Brasile, dove i tassi di crescita annuale del veicoli sono 27,5%, 8,9%, e 9% rispettivamente (dati Ward e JD Power).
“Un nuovo modello di business in linea con le ultimissime tendenze ambientaliste, secondo le quali non solo bisogna riciclare e riutilizzare, ma anche eliminare nuovi consumi", spiega Shelby Clark, fondatore della RelayRides, che aggiunge: “Che c'è di meglio per ridurre la congestione di utilizzare le macchine private che se ne stanno parcheggiate tutto il giorno? Affittandole non solo si riduce il numero di quelle che circolano ogni giorno, ma diminuisce anche l'impatto ambientale delle macchine in affitto".