Da molti anni Ikea ha avviato in tutti i suoi centri sparsi nel mondo una politica verde basata principalmente sul contenimento di costi energetici ed emissioni di CO₂, puntando anche su un uso diffuso del fotovoltaico. Una strategia che già dal 2007 ha coinvolto anche la realtà italiana.
In un’ottica di sostenibilità occorre conoscere i settori su cui intervenire. A individuarli è Riccardo Giordano, environmental manager Italy di Ikea, che spiega: “Ikea Italia emette CO₂ per via diretta attraverso il consumo di energia per i propri negozi, depositi e uffici o attraverso i mezzi che utilizza per distribuire le merci. Per via indiretta, invece, le emissioni sono provocate principalmente da due fattori: la mobilità di clienti e co-worker che raggiungono i negozi e i luoghi di lavoro, la realizzazione dei prodotti in assortimento”.
Per ovviare a tutto ciò il gruppo svedese ha scelto una politica basata su efficienza ed energie pulite chiamata “IKEA goes renewable”. Complessivamente “tra l’anno fiscale 2007 e l’anno fiscale 2011 - continua Giordano - Ikea Italia ha acquistato da Idroenergia - consorzio che raggruppa le centrali idroelettriche della Valle D’Aosta - oltre 300 Gigawattora di energia elettrica rinnovabile, pari a circa il 70% dei consumi elettrici totali nello stesso periodo. Gli investimenti effettuati, uniti a un’oculata gestione degli impianti, hanno portato negli ultimi quattro anni a una riduzione del 20% dei consumi energetici sulla base dell’indicatore kWh/m² di superficie”.
Fondamentale in tal senso l’organizzazione interna dedicata: “In ciascuno dei nostri store - conclude Giordano - è presente un team di collaboratori appartenenti al gruppo del Facility Management con il compito di gestire gli impianti e ottimizzare i consumi dei negozi, al fine di renderli il più efficienti possibile dal punto di vista energetico. Attraverso un software di gestione e controllo denominato BMS - Building Management System è possibile monitorare in remoto il corretto funzionamento degli impianti d’illuminazione e condizionamento, pianificandone l’accensione e lo spegnimento sulla base delle reali necessità operative di ciascun punto vendita. Inoltre, i responsabili della manutenzione possono tenere traccia mensilmente dei consumi dei negozi e confrontarne le performance energetiche con quelle di qualsiasi altro store nel mondo”.
Nonostante le polemiche che stanno accompagnando il contenuto del V conto energia per la razionalizzazione del sistema d’incentivazione del fotovoltaico, l’azienda svedese ha deciso di puntare comunque sull’energia solare per i suoi stabilimenti italiani. Ultima in ordine di tempo la commessa che il gigante blu ha fatto alla F.lli Zaffaroni, alla GreenPowerTech e a Q-Cells (azienda fotovoltaica tedesca che, al pari del colosso Ikea, ha deciso di scommettere ancora sul mercato solare italiano nonostante crisi e difficoltà normative) per la fornitura di 7MW in moduli fotovoltaici a film sottile Q-Smart da installare nel centro Ikea di Piacenza.
Non solo Italia per il fotovoltaico visto che la strategia solare di Ikea sta coinvolgendo tutti i suoi punti vendita nel mondo, con una programmazione avviata già da due anni. In Germania, ad esempio, sul finire dello scorso anno sono stati realizzati 18.300 metri quadri in pannelli PV negli store di Friburgo e Ratisbona, mentre sono oltre 45.000 i pannelli già realizzati nelle realtà USA.