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Italia Energia 2011/2012

L’uscita a fine 2011 di Italia Energia ci dà modo di fare qualche riflessione sul momento che il l’Italia sta vivendo, dopo l’insediamento del Governo Monti le cui manovre hanno provveduto in primis a mettere in sicurezza il Paese.

Per il rilancio si è enunciato un iter in progress che ci auspichiamo possa rappresentare per gli operatori del settore energia, la nascita di un nuovo campo di gioco, fatto di sostegno all’occupazione e di una cultura fondata su attenzione a formazione, ricerca e innovazione, secondo una diversa considerazione di sviluppo industriale possibile anche per il nostro Paese.

Dare dunque espressione al talento di giovani tecnici sul fronte dello sviluppo di nuove tecnologie e dare il via a un piano infrastrutturale che l’Italia ha l’obbligo di considerare secondo una visione internazionale. Se nuovi modelli si stanno creando dopo l’uscita dal nucleare, consolidati su concetti di energia distribuita , di sviluppo di un mix di risorse nonché di flessibilità di generazione e reti, la velocità che contraddistingue la nostra epoca continua a creare spazi d’azione impensabili fino a qualche anno fa.

Se il Paese ha perso competitività su alcuni fronti (pensiamo per esempio alla produzione di fotovoltaico) si deve riaffermare il concetto e trasformarlo in concretezza che innovare, creare nuovi prodotti, tecnologie, processi, dipende dalle risorse umane e finanziarie delle imprese di oggi; di quelle realtà che non domani ma oggi masticano innovazione ed esprimono un management colto e capace di una visione, soggetti che oggi più che mai la politica ha l’obbligo di sostenere con concretezza e senza tentennamenti.

Un match da ricreare tra risorse umane e investimenti in infrastrutture. Reti elettriche, mobilità, nuova urbanizzazione, Smart City, gasdotti, impianti di produzione da fonti rinnovabili, efficienza energetica attraverso soluzioni per edifici intelligenti, piani d’illuminazione, Smart meter gas.

Un elenco da mettere in ordine secondo un piano che oggi non c’è e che le istituzioni non sono state finora in grado di proporre al Paese; mai come ora potremmo - a livello centrale e locale - “essere pronti” per utilizzare nuove tecnologie per cambiare non solo il modello energetico ma la stessa struttura delle nostre città. Dalle grandi dorsali per il trasporto dell’energia fino all’Intelligent Building abbiamo la possibilità di avviare processi integrati funzionali a uno sviluppo sostenibile.

Se pensiamo a personaggi noti al settore come Clini e Fanelli, protagonisti del nuovo corso governativo all’interno del Ministero dell’Ambiente, possiamo davvero sperare che infrastrutture energetiche, sostenibilità ambientale e consapevolezza dei cittadini viaggino verso una nuova cultura dello sviluppo, orientata al bene comune, dove le competenze trovano attuazione concreta dando alla collettività una reale possibilità di crescita.

Se la politica sta cercando di ritrovare un proprio “posizionamento” nella considerazione dei cittadini, il settore energia può darle gli esempi per rendere subito manifesto quello che si può fare per migliorare le nostre città, dare più forza alla nostra industria e ridonare
vivibilità al territorio che abbiamo la fortuna di occupare in Italia.

Basterebbe per esempio iniziare a non più mortificare i tanti talenti che, anche o soprattutto all’interno di questo comparto, il Paese è più che mai oggi in grado di esprimere.

Di talento e competenze parla secondo tradizione anche questo numero di “Italia Energia”, che si proietta verso il domani con un’analisi di quanto accaduto nel 2011.

Lingua: italiano
Pagine: 200
Prezzo: € 55 (+ 7€ spese di spedizione)

Per acquistare il volume effettuare un bonifico intestato a Gruppo Italia Energia srl.

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Editoriale di Italia Energia 2011/2012 di Emanuele Martinelli, direttore responsabile Italia Energia

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