CHIUDI X

Inverter, la sfida della filiera completa

Reverberi Enetec nasce come azienda legata all’illuminazione pubblica e privata, ma di recente ha ampliato la sua offerta al settore del fotovoltaico,  integrando così il know how trentennale con una proposta di inverter e telecontrollo, rispondendo così alle nuove esigenze del mercato. La strategia della azienda italiana, si distingue dai competitor per la scelta di sviluppare una filiera completa, dalla ricerca software, alla realizzazione dell’hardware. Ne parliamo con Paolo Di Lecce di Reverberi Enetec in un incontro intercorso durante l’ultima edizione di Solarexpo.

Innovazione e integrazione sono la vostra peculiarità sia nell’ambito del telecontrollo legato agli inverter e al fotovoltaico, sia nel campo dell’illuminazione, un segmento di mercato che seguite da tempo. Qual è attualmente il vostro approccio rispetto a queste tematiche?

Quando abbiamo deciso d’investire nel fotovoltaico abbiamo valutato l’opportunità che un’azione simultanea su più fronti avrebbe potuto offrirci. Abbiamo così deciso di progettare inverter, uno strumento che ben si presta ad un’azione sinergica, sia come regolatore centralizzato per un impianto fotovoltaico sia per gestire il flusso di energia messa in rete per le apparecchiature di illuminazione pubblica di cui ci occupiamo. Sono trascorsi ormai quasi tre anni da quando abbiamo intrapreso questo progetto, un tempo abbastanza lungo ma necessario. Abbiamo scelto di partire dalla ricerca e di sviluppare autonomamente la tecnologia da applicare al prodotto. Come strategia preferiamo essere padroni della tecnologia che gestiamo, così da poter stringere accordi anche con aziende del Far East che prevedono l’importazione in Italia di prodotti con il proprio marchio.

Oggi siamo alla fine del processo; ormai da un anno abbiamo pronto un inverter da proporre al mercato interamente progettato e costruito in Italia, il che significa una maggiore flessibilità e disponibilità nei confronti del cliente; usiamo lo stesso modello per il fotovoltaico che abbiamo adottato per l’illuminazione pubblica. Abbiamo quindi integrato il prodotto per all’interno di un  sistema di telecontrollo, studiando tecnologie nell’ottica Smart Grid e Smart Town. Volendo operare una distinzione di approcci: per Smart Grid ci relazioniamo per lo più con il produttore energetico, mentre Smart Town è un prodotto che si dedica più ad un utente-consumatore. Le due tematiche sono interconnesse, come anche le tecnologie, tanto che stiamo progressivamente unificando le gamme di prodotto. Il nostro software di telecontrollo ne è un esempio: è operativo da circa due anni e lo usiamo sia per impianti d’illuminazione che per impianti fotovoltaici.

Anche in questo caso si tratta di un software progettato da voi?

Sì, si tratta sempre di un software esclusivo, concepito dalla Reverberi; come ho già detto, è una strategia dell’azienda essere sviluppatori e proprietari delle tecnologie che proponiamo. Il nostro valore aggiunto è la velocità unita all’elasticità nell’adempiere agli adeguamenti, questo rassicura il cliente in un momento in cui le logiche di acquisto sono cambiate considerevolmente. Fino ad ora i clienti acquistavano uno stock di inverter, oggi questo non è più possibile a causa della rapidità con cui cambiano le norme. Comperare uno stock significa correre il rischio di avere invenduti e tecnologia obsoleta. Noi possiamo garantire assistenza tecnica e pronti adeguamenti, rassicurando il cliente e permettendogli un investimento continuativo anche per stock.

Molte delle tecnologie che il mercato propone sono di matrice tedesca o comunque provenienti da altri paesi. C’è la possibilità di creare una filiera che rimetta l’Italia al centro del panorama Smart?

Bisogna prima di tutto crederci, negli ultimi anni ci sono state molte aziende italiane che, sull’onda di una moda e approfittando del momento, hanno investito nel mercato delle rinnovabili e ora, alla prima incertezza si trovano dell’invenduto o addirittura sono a rischio chiusura. Anche gli importatori di altri paesi si sono trovati in difficoltà ai primi adeguamenti normativi - ad esempio la CEI 021-  abbandonando il mercato italiano perché non in grado o non interessati ad adattare i propri prodotti.  Reverberi non ha avuto questo problema, aggiornando rapidamente il software alle novità imposte dalla 021, grazie all’intervento della nostra sezione di ricerca.
La rapidità con cui seguiamo il cambiamento ci permette così di essere vicini ai nostri clienti anche per l’aspetto logistico, visto che la nostra produzione è in Italia; così possiamo garantire la consegna dei prodotti in tre giorni. Non siamo una società di distribuzione, ma la vicinanza della fabbrica ci permette anche questo.

Su quale novità tecnologica state lavorando attualmente?

Da almeno un anno e mezzo le nostre risorse sono concentrate su un prodotto riguardante l’illuminazione adattiva che potrebbe avere ricadute importanti su Smart Grid e Smart Town.  Per la realizzazione di questo progetto abbiamo ricevuto dei finanziamenti dalla regione Lombardia; stiamo quindi lavorando sia con l’INRIM - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino - che con eminenti esperti di illuminotecnica, perché crediamo che progetti per l’illuminazione vadano fatti non solo con esperti di sistemi elettrici e misura ma anche con chi si occupa d’illuminazione.  Per noi è una sfida piuttosto impegnativa, di base siamo un’azienda che si occupa di elettronica, l’ottica per illuminazione è un argomento di non facile comprensione; ma con l’aiuto di tecnici qualificati riusciremo - come abbiamo fatto cinque anni fa quando abbiamo introdotto nel mercato la prima sonda per la luminanza debilitante nelle gallerie, e all’epoca sia le gallerie quanto l’ottica erano argomenti a noi sconosciuti - a mettere a punto prodotti avanzati tecnologicamente e competitivi.