Dieci anni di crescita nell’eolico che ha portato a decine di migliaia di unità installate in tutto il mondo: “Siamo cresciuti nell’affidabilità” commenta Claudio Organtini, Renewable Sales Manager di GE Energy in Italia, che abbiamo intervistato in occasione della presentazione delle nuove turbine 1.6-100.
Le nuove macchine, nate dall’evoluzione delle serie 1.5 e 2.5 MW (delle quali sono state installate oltre 17.500 unità in tutto il mondo): la nuova turbina ha un rotore del diametro di 100 metri (come la 2.5), una torre alta 80 metri e può contare sulla tecnologia e l’affidabilità della piattaforma 1.5.
“Si tratta di un prodotto che abbiamo iniziato a commercializzare oltreoceano (Nordamerica e Brasile) circa un anno fa e poi abbiamo portato in Europa - spiega Organtini - e da subito il successo è stato immediato, tanto che abbiamo già ordini per 2 GW in tutto il mondo. Nei prossimi due anni prevediamo di installare circa 1.200 turbine in tutto il mondo. Si tratta di un prodotto che può garantire ottime performance anche a basse ventosità (classe III) con un capacity factor (efficienza) del 53% calcolata a circa 7,5 metri/secondo. Inoltre, la macchina entra al massimo della potenza (nominale) di 1.6 MW già a 10 metri/secondo contro i tradizionali 12 m/s”.
Le prime unità, che lasceranno lo stabilimento di Salzbergen entro la fine del 2012, saranno installate già nel primo trimestre del 2013: di queste, 31 sono destinate al parco eolico di Tayakadin in Turchia progettato da Fina Energji per coprire il fabbisogno di circa 14.000 utenze domestiche. Il parco di Tayakadin da 50 MW è uno dei progetti con i quali il governo intende incrementare la produzione nazionale di energia eolica, portandola a 20.000 MW entro il 2023. La Turchia può contare su alcuni tra i siti più adatti allo sviluppo dell’energia eolica di tutta Europa, con una capacità produttiva di circa 48.000 MW, un potenziale non sfruttato poiché attualmente gli impianti eolici turchi producono circa 1.800 MW.
Dopo la Turchia sarà la volta degli Stati Uniti e del Brasile: “Si tratta di Paesi in cui l’eolico ha avuto un boom eccezionale poiché i siti hanno dimensioni gigantesche in cui vengono installate macchine di diversa potenza per ottimizzare la produzione. Inoltre, la 1.6-100 rappresenta un’ottima soluzione laddove esistono limiti sulle connessioni di rete poiché ha una grande flessibilità”.
Altre nazioni attive sono la Svezia, la Romania, la Francia e l’Australia dove GE sta realizzando il progetto Munbida.
“A livello mondiale - prosegue Organtini - stiamo assistendo, ormai da tempo, ad una trasformazione nella produzione di energia elettrica che vede l’implementazione di tecnologie più pulite. Anche noi ci stiamo muovendo in questa direzione, non solo sui prodotti prettamente rinnovabili ma anche sugli impianti tradizionali”.
Da diversi anni il gruppo americano investe in R&S di nuove tecnologie che rispondano alla duplice necessità di soddisfare la domanda dei mercati e, contemporaneamente, tutelare l’ambiente. Un impegno che rientra sotto l’egida dell’iniziativa Ecomagination.
“Un altro dei cardini su cui poggia la nostra attività di ricerca è il consolidamento dell’affidabilità dei nostri prodotti e l’incremento dell’efficienza attraverso l’ingrandimento dei rotori disponibili. La nostra è una continua evoluzione piuttosto che una rivoluzione: un aggiornamento continuo all’insegna del miglioramento tecnologico. Anche il nostro portfolio dei prodotti di manutenzione è cresciuto e presenta una flessibilità impossibile fino a pochi anni fa. Abbiamo creato una serie di servizi a 360° e arriviamo ad offrire una garanzia sulla produttività che contempla anche la perdita di produzione. Questo - conlude - ci ha permesso di creare relazioni molto più profonde con i nostri clienti e siamo anche più spronati a far sì che il parco funzioni al 100% con minori interruzioni possibili”.