Energia e lavoro, come cambia il mercato tra brown e green economy

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Il motore delle attività umane è l’energia. In un momento così sfidante dal punto di vista ambientale e climatico come cambiano la formazione e i profili lavorativi? Sul primo numero dell’anno e7 il settimanale di Quotidiano Energia vi propone alcuni approfondimenti con i principali player del comparto energetico.

Paola Boromei di Snam e Silvia Marinari di Terna delineano una panoramica sul numero di occupati nelle grandi reti dell’energia e sulla compatibilità tra il sistema formativo italiano e la creazione dei futuri professionisti dell’energia.

Per Aldo Persi Tartolino di Korn Ferry Hay Group “se parliamo del mondo executive sicuramente le figure professionali maggiormente richieste sono quelle che afferiscono il business non core, cioè digitale in generale (smart home, city, mobility, etc), come lo sono le figure di energy efficiency”. Concorde Raffaele Chiulli del Master SAFE: “Abbiamo dovuto rivedere il modo di fare education ai direttori commerciali per stimolare una nuova cultura: smettere di pensare solo a vendere/offrire/proporre prodotti e iniziare a focalizzarsi sui servizi”.

Cambiamenti che interessano tutti i livelli e tutte le professionalità. A e7 Dario Di Santo della FIRE parla dell’energy manager come “ruolo in fase di rafforzamento” e Sofia Mannelli di Chimica Verde illustra le potenzialità del Chimico verde che, “in team con ingegneri ambientali, chimici e agronomi, sviluppa nuovi prodotti sostenibili a basso impatto, partendo da basi vegetali e rinnovabili”. Il bioarchitetto Massimiliano Pardi evidenzia l’uso di nuovi materiali e fonti energetiche adoperati in edilizia e Fulio Rossi del CSR Manager Network illustra l’importanza della sostenibilità in azienda.

Sul settimanale anche l’intervista a Pier Benzi di Artefice Group sul bisogno di nuovi standard di design (sostenibili) per rendere ambientalmente compatibili e comunicativamente attrattivi gli imballaggi, per alimenti e non. Un salto, poi, nel settore del nucleare con l’intervista a Raffaella di Sipio dell’AIN che ricorda: “Le applicazioni che implicano un uso diretto o indiretto di energia nucleare e radioattività vanno oltre la generazione di energia e possono riguardare, ad esempio, la sterilizzazione, l’agricoltura, l’archegologia, la geologia, le missioni navali, la desalinizzazione”.

Infine l’importanza per le figure professionali del futuro di “creatività, autocontrollo, coinvolgimento e capacità di fare rete”, commenta Enzo Titone dell’OMC di Ravenna. A fargli eco Matteo Colleoni dell’Università Bicocca di Milano che racconta quanto sia fondamentale per un mobility manager coordinarsi con il travel manager e il fleet manager per incrementare l’efficienza in azienda.

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