SITI DI INTERESSE COMUNITARI, ISPRA RIBADISCE LA COLLABORAZIONE CON LE ISTITUZIONI LOCALI

L’Istituto a sostegno del processo di completamento della rete Natura 2000 a mare nell’Alto Adriatico

284

Apparsi recentemente, sulla stampa, diversi articoli relativi alla futura istituzione di nuovi siti di interesse comunitario (SIC) marini nelle acque territoriali dell’Adriatico settentrionale, da istituire al fine del completamento della rete Natura 2000 a mare. In alcuni di questi articoli sono state individuate diverse imprecisioni in merito alle competenze che la legislazione nazionale affida a ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e Regioni.

Si ritiene, pertanto, che sia indispensabile offrire dei chiarimenti in merito al ruolo dell’ISPRA.

I SIC rappresentano delle aree nelle quali le Regioni devono adottare (entro 6 anni dalla loro istituzione) delle misure di conservazione che regolino le attività umane mitigandone l’impatto ambientale su specie e habitat di valore conservazionistico.

Il percorso istituzionale avviene sotto il coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).

L’Italia, dall’inizio del 2016, è in procedura di pre-infrazione da parte della Commissione Europea in relazione alla istituzione dei SIC in ambito marino (EU Pilot8348/2016/CE).

Infatti, come noto da diversi anni, la rete di siti SIC (rete Natura2000) in acque marine è largamente insufficiente e avrebbe dovuto essere completata già da diverso tempo.

In tale ambito, su richiesta del MATTM, nel 2017 ISPRA ha condotto un’analisi sulla base dei dati scientifici disponibili a scala nazionale, per identificare delle macroaree di attenzione per la presenza significativa di specie vulnerabili quali tartarughe marine e tursiopi. Tali macroaree dovrebbero essere prese in considerazione dalle Regioni come punto di partenza per identificare i nuovi SIC marini, anche sulla base di eventuali evidenze scientifiche integrative raccolte a livello locale.

ISPRA ribadisce la propria disponibilità a collaborare con gli enti territoriali sia per la condivisione dei dati locali a sua disposizione che per contribuire ad identificare soluzioni efficaci dal punto di vista conservazionistico che tengano, comunque, in debita considerazione gli aspetti socio-economici e produttivi.

Print Friendly, PDF & Email