Territorio e Idrocarburi: la storia e la realtà industriale alla base dello sviluppo dell’Abruzzo

47

10 dicembre 2015 –  Un confronto aperto e costruttivo tra Istituzioni nazionali e locali, operatori, esperti, stakeholder e opinion makers: questo il punto di partenza del workshop “Abruzzo e gli Idrocarburi: realtà e prospettive” tenutosi ieri 9 dicembre a Pescara organizzato da Assomineraria e Confindustria Chieti Pescara.

Le imprese del settore minerario presenti in questa regione sono circa 65, con diverse articolazioni produttive e dimensionali, e contano circa 3.000 occupati, di cui una buona percentuale proveniente dalle Università abruzzesi.

«Ci chiediamo quali errori sono stati commessi dal settore vista l’ostilità riscontrata – ha dichiarato il Presidente del Settore Idrocarburi di Assomineraria Pietro Cavanna – forse non abbiamo garantito sufficienti investimenti sul territorio, o non siamo stati abbastanza trasparenti nel comunicare le nostre attività. Sicuramente ci impegneremo per superare queste difficoltà e contribuire allo sviluppo dell’Abruzzo nel pieno rispetto dell’ambiente».

Il Presidente di Confindustria Abruzzo Agostino Ballone ha sottolineato che «Il discorso va affrontato scientificamente e con dati alla mano, senza isterie e avendo ben presente il vero impatto che certe attività economiche avrebbero sul territorio sia sul piano ambientale che sociale, occupazionale ed economico».

«Dopo l’Emilia Romagna – ha sottolineato il Professor Alberto Clô – se vi è una narrazione italiana che testimonia una positiva coesistenza tra petrolio e territorio è quella dell’Abruzzo. Una storia plurisecolare dimenticata di cui è doveroso aver memoria anche per trarne insegnamento per l’oggi». Tutto questo è stato illustrato in dettaglio nel Quaderno di Approfondimento “Territorio e Idrocarburi in Abruzzo” del RIE, Ricerche Industriali ed Energetiche.

Gli interventi degli accademici hanno messo in evidenza come la geologia del sottosuolo Adriatico rende possibile la ricerca e il ritrovamento di idrocarburi in Abruzzo (Professor Carlo Doglioni) e la mancanza di qualsivoglia correlazione tra ricerca e attività sismiche. I docenti dell’Università D’Annunzio – Anna Morgante e Mario L. Rainone – hanno analizzato le ricadute positive che possono provenire da un’integrazione dell’industria oil&gas e un sistema di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile.

Il Direttore Generale del Mise Franco Terlizzese ha ribadito come l’alto livello tecnologico e di specializzazione di questo settore hanno reso e rendono possibili sviluppo di nuove tecnologie, ed ottime performance in termini di ambiente e sicurezza. Ampia conferma di questo messaggio è stata data dal Capitano di Vascello Enrico Moretti – Direttore Marittimo della Guardia Costiera di Pescara – che quotidianamente si confronta con maestranze delle piattaforme a mare che dimostrano competenze altissime.

Il successivo dibattito aperto tra imprenditori del settore, organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste e di categoria ha consentito di mettere a fuoco ulteriormente la grande rilevanza di questo settore nell’economia e nello sviluppo del territorio, pur nella consapevolezza dei rischi che tutte le attività industriali possono comportare e che però, questo settore, con il suo altissimo livello di tecnologia ha saputo mantenere sempre sotto controllo con risultati eccellenti.

Le conclusioni del Presidente della Regione Luciano D’Alfonso hanno fatto emergere come il cuore dello scontro più che nel merito dei contenuti referendari, e nel rapporto compagnie/enti locali, stia nel confronto stato/regioni sul tema del controllo del territorio.

Print Friendly, PDF & Email